Nuova “bocciatura” per il Comune di Trapani sulla gestione della movida nel centro storico.
Il TAR Sicilia, sezione di Palermo, ha dichiarato illegittima l’ordinanza sindacale dell’estate 2025 che regolava le attività musicali e la vita notturna, accogliendo il ricorso presentato dal Comitato Centro Storico e condannando l’Ente anche al pagamento delle spese di giudizio.
Si tratta della seconda pronuncia favorevole ai residenti, in pochi mesi, dopo quella di dicembre scorso che aveva censurato l’inerzia amministrativa sul fronte della pianificazione acustica. Il Tribunale Amministrativo Regionale ha chiarito un principio destinato ad incidere profondamente sulle politiche locali: la movida non può essere trattata come un’emergenza, ma deve essere governata con strumenti ordinari e con una programmazione stabile.
Secondo i giudici, un fenomeno strutturale, prevedibile e consolidato nel tempo non può essere regolato attraverso ordinanze contingibili e urgenti, pensate per situazioni eccezionali. È un richiamo diretto alla necessità di adottare strumenti amministrativi adeguati, come piani di zonizzazione acustica, regolamenti specifici e controlli effettivi.
Una linea che il Comitato Centro Storico sostiene da anni. “Questa sentenza dice una cosa semplice ma fondamentale: la movida non può essere governata fuori dalle regole”, ha dichiarato il presidente Alberto Catania, ribadendo come la battaglia dei residenti non sia contro il divertimento o le attività economiche, ma contro l’assenza di pianificazione e un modello che scarica sui cittadini le conseguenze dell’inerzia amministrativa.
Il TAR ha confermato un quadro già denunciato nel tempo, evidenziando come il Comune di Trapani abbia affrontato una questione cronica con strumenti emergenziali, senza dotarsi delle misure strutturali previste dalla normativa. Una gestione che, secondo i cittadini ricorrenti, ha prodotto squilibri tra socialità, diritto al riposo, tutela della salute e attività economiche. “Per anni il Comune ha trattato un problema cronico come se fosse un’emergenza stagionale”, ha aggiunto Catania, sottolineando come la sentenza imponga ora un cambio di passo.
La decisione assume un valore che va oltre il caso di Trapani, inserendosi nel dibattito più ampio sulla gestione della movida nelle città turistiche. Il nodo resta quello dell’equilibrio tra sviluppo economico e qualità della vita, che secondo il TAR può essere garantito solo attraverso regole certe, controlli e pianificazione.
Il Comitato Centro Storico chiede ora l’apertura di una nuova fase, fondata sul rispetto della legalità e su un confronto reale con la città. “Non vogliamo spegnere la città – ha concluso il presidente – ma salvarla dal caos e restituirle una prospettiva civile e sostenibile”.
















