Morti a San Vito Lo Capo: il cordoglio della Regione, i sindacati chiedono chiarezza

Il dolore per due vite spezzate durante il lavoro e, insieme, la richiesta che venga fatta piena luce su quanto accaduto. La tragedia avvenuta nella mattinata di oggi, 13 agosto, nell’impianto di depurazione a San Vito Lo Capo, ha suscitato le reazioni delle Istituzioni regionali e delle organizzazioni sindacali.

A perdere la vita sono stati Davide Anselmo, operaio impegnato nell’impianto, e Francesco Bulgarella, operatore del 118 intervenuto per prestargli soccorso.

Il sindaco di San Vito Lo Capo, Francesco La Sala, ha fatto sapere che sono stati annullati tutti gli eventi previsti per le festività di Ferragosto.

L’Azienda Sanitaria provinciale di Trapani si stringe ai familiari delle vittime e all’intera comunità di San Vito lo Capo. Per garantire un aiuto concreto, la commissaria straordinaria Sabrina Pulvirenti ha disposto l’attivazione del servizio di assistenza psicologica: i professionisti dell’Azienda saranno subito a disposizione dei parenti delle vittime non appena ne faranno richiesta.

Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha espresso «profondo sgomento» per quanto avvenuto. Il governatore ha rivolto il proprio pensiero alle famiglie delle vittime, porgendo le condoglianze a nome della comunità siciliana e sottolineando la gratitudine nei confronti di chi perde la vita nello svolgimento del proprio lavoro e degli operatori sanitari chiamati quotidianamente ad affrontare situazioni di emergenza.

«Il mio pensiero va alle famiglie, a cui porgo le più sentite condoglianze», ha dichiarato Schifani, esprimendo «gratitudine e rispetto» verso chi sacrifica la propria vita lavorando e verso gli operatori del 118 che intervengono «con coraggio e rigoroso spirito di servizio» nelle circostanze più difficili.

Al cordoglio del presidente della Regione si è aggiunto quello dell’assessore regionale alla Salute, Marcello Caruso, che ha espresso vicinanza ai familiari e all’intero sistema dell’emergenza-urgenza siciliano, oggi colpito dalla perdita di uno dei suoi operatori. «A nome mio e di tutta la Sanità regionale, sono vicino ai colleghi, ai dirigenti e a tutti gli operatori del 118», ha affermato l’assessore, sottolineando lo «straordinario coraggio» di quanti continuano a operare in prima linea e che oggi, nelle parole di Caruso, «piangono un fratello».

Accanto al cordoglio istituzionale emerge con forza la richiesta dei sindacati di accertare ogni aspetto della tragedia. La UIL FP di Trapani parla apertamente di «dolore incommensurabile e rabbia» e chiede risposte immediate sulle condizioni nelle quali i due uomini hanno perso la vita.

Il segretario generale della UIL FP Trapani, Giorgio Macaddino, ha definito quanto accaduto «una tragedia immane» che, oltre al dolore, suscita indignazione. Per il sindacato è necessario verificare in maniera rigorosa le condizioni di sicurezza presenti nell’impianto e ricostruire ciò che è avvenuto prima e durante l’intervento dei soccorritori. Macaddino concentra l’attenzione soprattutto sui rischi legati alle esalazioni e alle procedure previste negli ambienti confinati. Il sindacato chiede che venga verificato se fossero disponibili e correttamente utilizzati i dispositivi di protezione individuale, i rilevatori portatili di gas, i sistemi di ventilazione e tutti i protocolli necessari per operare in condizioni potenzialmente pericolose.

Si tratta di interrogativi che, allo stato attuale, dovranno trovare risposta negli accertamenti delle Autorità competenti. Le valutazioni del sindacato sulle eventuali lacune nei sistemi di sicurezza rappresentano infatti una posizione della UIL FP e non possono essere considerate, in questa fase, una ricostruzione definitiva delle cause e delle responsabilità.

Macaddino richiama anche la campagna nazionale della UIL “Zero Morti sul Lavoro”, sostenendo che il contrasto agli incidenti mortali debba trasformarsi in un impegno concreto e continuativo. Per il sindacato, il caso di San Vito Lo Capo ripropone con drammatica evidenza il tema della prevenzione e della capacità di riconoscere e gestire i rischi prima che un’attività lavorativa o un intervento di soccorso possano trasformarsi in tragedia.

Sulla stessa linea la CISL Palermo Trapani. La segretaria generale Federica Badami e Marco Corrao della FP CISL Palermo Trapani definiscono quanto accaduto «grave e inaccettabile» ed esprimono vicinanza alle famiglie, ai colleghi delle vittime e alla comunità di San Vito Lo Capo. Il sindacato chiede che venga chiarita nel dettaglio la dinamica e che si accertino eventuali responsabilità, con particolare attenzione alle condizioni nelle quali operavano sia l’operaio sia il soccorritore. Nel comunicato sindacale viene fatto riferimento anche alla necessità di comprendere il possibile ruolo delle esalazioni e delle elevate temperature, circostanze che dovranno, comunque, essere verificate attraverso gli accertamenti tecnici.

Per Badami e Corrao, la tragedia riporta al centro una questione che supera i confini del singolo episodio: quella della sicurezza sul lavoro come sistema composto da prevenzione, formazione, controlli, vigilanza sulle imprese e sugli appalti e contrasto alle forme di lavoro prive di adeguate tutele. «Le parole non servono più», sostengono i rappresentanti della CISL, ricordando che quando due lavoratori non fanno ritorno a casa è l’intero mondo del lavoro a sentirsi sconfitto. Il sindacato considera necessario un salto di qualità nella prevenzione, affinché la sicurezza non venga affrontata soltanto dopo un incidente ma diventi un elemento centrale nell’organizzazione quotidiana del lavoro.

La morte di Francesco Bulgarella aggiunge, inoltre, un elemento particolarmente doloroso alla vicenda: il rischio affrontato da chi interviene per salvare altre persone. Il soccorritore del 118 era arrivato sul posto per assistere Davide Anselmo e ha perso la vita durante il tentativo di soccorso. Proprio questa circostanza rende ancora più urgente comprendere quale fosse la situazione ambientale nell’area e quali fattori abbiano determinato il secondo decesso.

«Non si può continuare a morire di lavoro e, ancora una volta, a pagare il prezzo più alto sono un lavoratore impegnato nelle mansioni quotidiane e un operatore dei soccorsi intervenuto per salvargli la vita», hanno dichiarato la segretaria generale della CGIL di Trapani Liria Canzoneri e il componente della segreteria della CGIL Sicilia Francesco Lucchesi che hanno espresso vicinanza e profondo cordoglio alle famiglie del lavoratore e del soccorritore.
Secondo Canzoneri e Lucchesi, «è intollerabile che un intervento di manutenzione o controllo in un impianto pubblico, o in concessione, possa trasformarsi in una trappola mortale, né che chi interviene per prestare soccorso si trovi esposto a un rischio tale da perdere la vita sul campo».
La Cgil di Trapani e la Cgil Sicilia chiedono che gli organi inquirenti e le autorità competenti, facciano tempestivamente chiarezza sulla dinamica dell’accaduto e aggiungono che «la formazione dei lavoratori, in presenza, e la sicurezza nei luoghi di lavoro non sono un costo su cui risparmiare o un adempimento burocratico, ma una priorità assoluta. La tragedia avvenuta a San Vito Lo Capo deve segnare un punto di svolta definitivo nella nostra provincia: zero morti sul lavoro non deve rimanere uno slogan, ma un impegno vincolante per tutte le istituzioni, le stazioni appaltanti e le imprese del territorio».
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