Dopo la dura nota della maggioranza politica del capoluogo vicina al sindaco Tranchida, l’onorevole Mimmo Turano ha replicato senza indugio al primo cittadino. Per l’assessore regionale, Tranchida avrebbe identificato in lui e negli ambienti di Trapani Tua “un nuovo nemico per continuare ad esistere“. Turano è durissimo in merito alla richiesta di dimissioni che la maggioranza trapanese ha formulato nei riguardi di Alberto Mazzeo ed ha così risposto a Tranchida: “Temo sia più probabile che arrivino prima le sue: così potrà finalmente sentirsi libero di correre verso nuovi e più alti traguardi politici“. Ecco le parole dell’esponente della Giunta Schifani:
“Ormai Giacomo Tranchida, per continuare a esistere politicamente, ha bisogno ciclicamente di individuare un nuovo nemico. Stavolta il bersaglio sarebbe Mimmo Turano. Prima o poi finirà la lista e dovrà fare i conti con la realtà – dichiara l’assessore regionale Mimmo Turano. La cosa più surreale è proprio la richiesta di dimissioni di Mazzeo, quasi che il dissenso politico debba essere cancellato per decreto. Quando si perde la maggioranza, invece di cercare complotti, bisognerebbe forse interrogarsi sulle proprie responsabilità. Fa sorridere, poi, essere trasformato oggi nel grande regista occulto, quando appena la scorsa estate ero stato cercato proprio per far fronte agli strali di Valerio Antonini nei confronti di Tranchida. Evidentemente la gratitudine, in politica, dura meno di una stagione. Il problema vero è che Tranchida confonde il consenso con il possesso personale delle istituzioni. Trapani non appartiene a nessuno e tantomeno a chi pensa di governarla alimentando ogni giorno uno scontro permanente. Quanto alle dimissioni – conclude Turano – temo sia più probabile che arrivino prima le sue: così potrà finalmente sentirsi libero di correre verso nuovi e più alti traguardi politici, che da tempo sembrano interessarlo molto più dell’amministrazione quotidiana della città. La politica seria non vive di nemici immaginari, ma di rispetto, confronto e responsabilità. Tutto il resto è solo teatro. E a Trapani, francamente, il sipario sta calando”.

















