Migranti, il procuratore di Trapani Agnello e le polemiche sulla giornalista intercettata

Le intercettazioni riguardano la giornalista Nancy Porsia che si occupa del traffico di migranti dalla Libia

“Premetto subito che non intendo assolutamente disconoscere questa vicenda, ma voglio sottolineare soltanto che io ho preso servizio alla Procura di Trapani nel febbraio 2019, quando era già in corso l’incidente probatorio del procedimento, per cui io e le colleghe assegnatarie abbiamo ereditato questo fascicolo. Come mi ha riferito l’ex capo della Squadra Mobile di Trapani, la giornalista Nancy Porsia è stata intercettata per alcuni mesi nella seconda metà del 2017, perché alcuni soggetti indagati facevano riferimento a lei che si trovava a bordo di una delle navi oggetto di investigazioni. Nessun altro giornalista è stato oggetto di intercettazioni. In ogni caso, voglio sottolineare subito che nella informativa riepilogativa dell’intera indagine depositata nello scorso mese di giugno non c’è alcuna traccia delle trascrizioni delle intercettazioni della giornalista Nancy Porsia e non c’è alcun riferimento ad altri giornalisti“.

A parlare in una intervista concessa alla agenzia di stampa Adnkronos è il procuratore facente funzioni di Trapani Maurizio Agnello a seguito delle polemiche – nate dalle rivelazioni contenute in recentissimi articoli giornalistici – sulle intercettazioni riguardanti la giornalista Nancy Porsia che, da anni, si occupa del traffico di migranti dalla Libia.

La Procura di Trapani indaga dal 2016 sul ruolo delle ong Jugend Rettet, Save The Children e Medici Senza Frontiere, dopo gli sbarchi di quell’anno a Trapani. Nel 2017 è stata intercettata per alcuni mesi anche la giornalista. In una conversazione c’è anche una telefonata con la sua legale, l’avvocata Alessandra Ballerini.

“L’asse fondante del procedimento sarà l’informativa che è stata depositata a giugno dalla Polizia giudiziaria, cioè dallo Sco, dalla Squadra mobile e dalla Capitaneria di porto – spiega Agnello – nella quale la giornalista Nancy Porsia è riportata indirettamente perché ci sono altri soggetti intercettati in cui parlano di lei. In ogni caso, non verrà utilizzata nel procedimento alcuna intercettazioni della giornalista, lo ripeto. Lei è stata intercettata in occasione di una sua escussione a sommarie informazioni. In quell’occasione, mi dice ancora la Squadra mobile, lei diede peraltro una grossa mano all’inchiesta, ma non è mai stata né indiziata né indagata“.

Il procuratore spiega che “nel brogliaccio di ascolto che fa la polizia giudiziaria viene di solito indicato il giorno e l’ora di una conversazione ed il soggetto con cui il soggetto intercettato sta parlando. E in quel brogliaccio sarà capitata anche la conversazione con la sua legale. Ma non è una conversazione tra l’indiziata e il suo legale, perché Porsia non è mai stata indagata“, spiega ancora il magistrato.

Il procuratore di Trapani precisa che “in ogni caso se c’è un pm che ha chiesto una intercettazione, c’è stato anche un gip che l’ha concessa…“. Quando venne intercettata la giornalista Porsia, nel 2017, il pm di allora, Andrea Tarondo, chiese al gip del Tribunale di Trapani di autorizzare le conversazioni. Che le concesse. Da lì la decisione di ascoltare per alcuni mesi la giornalista. Ma perché intercettare una giornalista? Il procuratore è d’accordo su quanto fatto dal pm quando lui ancora non era a capo della Procura? “Su questo preferisco non rispondere…”, taglia corto Maurizio Agnello.

Sulla vicenda si registra anche la dura presa di posizione della Camera Penale di Trapani. Per leggere il documento clicca qui.

Intanto – riferiscono fonti ministeriali – la ministra della Giustizia Marta Cartabia ha disposto accertamenti sull’inchiesta della Procura trapanese e venti parlamentari del Pd, con un‘interrogazione, chiedono alla Guardasigilli un’ispezione “per verificare lo scrupoloso rispetto di importanti principi costituzionali”.