Un altro corpo senza vita restituito dal mare, l’ennesimo lungo le coste del Trapanese.
Il ritrovamento è avvenuto nelle acque antistanti Mazara del Vallo, nella zona dell’Area Naturale Protetta “Fatamorgana” dove sabato sera scorso è stato individuato un cadavere in avanzato stato di decomposizione. Potrebbe trattarsi di una donna.
Il recupero è stato effettuato dai Vigili del fuoco, con il supporto del personale sanitario del 118. Le condizioni del corpo rendono particolarmente difficoltosa l’identificazione, a causa della prolungata permanenza in acqua.
Secondo le prime ipotesi, potrebbe trattarsi di un migrante, una delle tante vittime delle traversate nel Mediterraneo centrale. Un sospetto che si inserisce in un quadro sempre più drammatico, segnato dal susseguirsi di naufragi e tragedie al largo delle coste libiche.
Il rinvenimento si aggiunge infatti ad una lunga serie di corpi recuperati negli ultima tempi lungo il litorale trapanese, da Mazara del Vallo fino a San Vito Lo Capo. Una scia silenziosa che racconta il lato più tragico delle rotte migratorie.
Le indagini sono affidate alla Polizia, che dovrà cercare di risalire all’identità della vittima e ricostruire le circostanze della morte.
Intanto, mentre si registrano nuovi naufragi nel Mediterraneo, con vittime e dispersi, il mare continua a restituire storie senza nome, segnate da viaggi disperati e speranze spezzate. Un fenomeno che, ancora una volta, riporta l’attenzione sull’emergenza umanitaria che si consuma alle porte dell’Europa.
















