È scattata all’alba l’imponente operazione antidroga della Polizia di Stato coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo, che ha portato all’esecuzione di 27 misure cautelari — 16 in carcere e 11 ai domiciliari — e 20 perquisizioni tra Trapani, Marsala e Mazara del Vallo.
Gli indagati sono ritenuti coinvolti in tre distinte associazioni dedite al traffico di cocaina, in alcuni casi aggravato dal fine di agevolare la “famiglia” mafiosa di Marsala.
L’intervento, che ha visto impegnati 200 agenti, 4 unità cinofile e 16 pattuglie dei Reparti prevenzione crimine di Sicilia e Calabria, chiude un’attività investigativa durata quasi cinque anni. L’indagine, condotta dalla Squadra Mobile di Trapani e dal Commissariato di Marsala, ha documentato il costante controllo esercitato da esponenti apicali di Cosa nostra marsalese, informati sulle attività criminali e beneficiari di parte dei proventi dello spaccio.
Il primo gruppo criminale operava in contrada Ciavolo, guidato da un allevatore settantenne poi arrestato perché trovato in possesso di tre armi — due revolver calibro 38 e una pistola con matricola abrasa — custodite in nascondigli nelle campagne circostanti e di 40 grammi di cocaina.
Il secondo sodalizio era basato in contrada Amabilina e ruotava attorno a un pregiudicato marsalese, formalmente ai domiciliari. L’uomo aveva trasformato la pescheria di via degli Atleti in un centro nevralgico per traffici, incontri con mafiosi e accordi operativi. Sottoposto successivamente a misura di prevenzione patrimoniale, aveva trasferito l’attività di spaccio nella sua abitazione, teatro di incontri definiti strategici dagli investigatori. È emersa inoltre la sua responsabilità, insieme a familiari e sodali, nell’incendio di un bar di Marsala nel gennaio 2022, organizzato come ritorsione dopo il rifiuto del titolare di assumerlo.
Il terzo gruppo aveva la base operativa in via Angileri: una rete composta perlopiù da giovani pusher, collegata a fornitori della Locride. La collaborazione con ambienti criminali calabresi garantiva importanti canali di approvvigionamento. Nel marzo 2022 un corriere calabrese è stato arrestato in flagranza con oltre 2 chili di cocaina nascosti nell’auto; un precedente carico di 3,5 chili era già stato venduto nel Marsalese per oltre 100 mila euro.
Nel complesso, durante le attività sono stati arrestati in flagranza sei soggetti e sequestrati oltre 4 chili di cocaina. VIDEO

















