Mauro, Erice Card: “Come una misura dal nobile fine può diventare un mezzo per attaccare l’amministrazione” [AUDIO]

Il vicesindaco di Erice, Gianni Mauro, interviene sulle polemiche per la fuoriuscita dell’associazione Bajuolo dall’accordo sulla Erice Card. Ascolta l’intervista rilasciata al direttore di TrapaniSì Nicola Conforti:

Queste, invece, sono le dichiarazioni che Gianni Mauro ha inviato:

Erice card nasce dalla certezza che il turismo di qualità, necessario a Erice, parte dalla vitalità culturale.

L’Erice card è innanzitutto il passaporto per visitare i siti culturali di Erice sempre, si compra una sola volta a un prezzo eccezionale e si può tornare e ritornare a vederli, non è necessario fare il giro in un solo giorno!

Premesso questo, ossia che l’Erice card è il passaporto alla visita della vitalità culturale di Erice sia per il suo antico e stupefacente passato (Castello di Venere) sia per ciò che l’ha resa celebre nella sua storia recente (Centro Majorana), l’amministrazione ha chiesto agli operatori turistici e culturali se volevano fare delle agevolazioni a chi intende visitare Erice in un modo nuovo, senza il solito mordi e fuggi che tanto piace al Bajuolo evidentemente.

È così che finalmente la FuniErice ha accettato di promuovere una tariffa eccezionale che consente uno sconto al primo passaggio e poi di salire su e giù da Erice con una tariffa assolutamente vantaggiosa. Poi un bando pubblico ha proposto alle attività di partecipare a questa nuova forma di promozione turistica e culturale: hanno aderito e continueranno ad aderire numerosi operatori tra cui ad esempio i più importanti e storici albergatori di Erice, alcuni ristoranti che si trovano sulla via principale o in piazza, le antiche pasticcerie di Maria Grammatico e del Convento, è ancora gli stessi taxisti ericini.

Anche il Bajuolo è stato invitato, ha prima aderito e poi si è ritirato perché voleva in buona sostanza che apparisse il suo nome come artefice principale della Erice card, cosa non vera perché appunto si tratta di un accesso ai siti culturali cui tutti possono aderire senza privilegiare un’associazione a discapito di un’altra.

L’Erice card è partita, chi la possiede ad esempio potrà anche partecipare gratuitamente alla settimana dedicata dagli Amici della Musica e dall’Istituto Culturale Italo Tedesco e il Goethe Institut a musica, danza e conferenze in settembre.

I risultati dei primi giorni sono eccezionali, lunghe file per visitare il San Domenico e il San Francesco della fondazione Ettore Majorana, finalmente resi accessibili al pubblico cosi come per il Castello di Venere e il Museo Cordici del Comune di Erice.

In allegato la lista che i possessori della Erice card possono visualizzare attraverso un Qrcode e dove ad oggi hanno aderito praticando lo sconto del 10% i quattro maggiori alberghi (Elimo, Moderno, Edelweiss, Belvedere – che è l’unico ad avere la piscina -), tre ristoranti di grande notorietà (Caffè Maria, Rifugio di Enea, Edelweiss in piazza), le principali pasticcerie (Grammatico e Convento), taxi, la funivia finalmente parte attiva nel far salire la gente in vetta a prezzi eccezionali, insomma dove è il flop?

Leggere su alcuni siti web o sui quotidiani regionali una lettera a firma dell’associazione Il Bajuolo, inviata proprio a tutti tranne che ai giusti interlocutori in maniera piuttosto sgarbata, con la quale si è finalmente concretizzata l’ambigua posizione mantenuta da alcuni dei suoi rappresentanti. Erice Card è senza dubbio uno strumento perfettibile, suscettibile di miglioramenti, non infallibile. Nessuno ha la presunzione di sostenere che sia una misura perfetta, ma nessuno può metterne in dubbio l’onestà del fine.

Ci si è lavorato per lungo tempo durante la fase del lockdown, in videoconferenza, con l’idea sincera di fare qualcosa di buono sotto il profilo turistico-economico per il nostro centro storico, per i suoi abitanti e, di riflesso, per l’intero territorio.

Abbiamo deciso di coinvolgere proprio tutti gli attori del turismo, nella illusoria convinzione che il nobile scopo comune avrebbe messo d’accordo tutti. Invece, come spesso accade, le ambizioni personali, le velleità, forse anche la supponenza, hanno preso il sopravvento. Sarebbe bastato remare insieme, uniti, scommettendo sul nostro futuro, facendo squadra ed evitando di viaggiare separati come è sempre stato finora.

Ma qualcuno preferisce piuttosto continuare a percorrere (e a far percorrere ad altri) una strada che finora non ha portato granché lontano. Sarebbe questa pure una posizione rispettabile se non si fosse scelto di mettere in piedi un mezzuccio di piccolo cabotaggio come una lettera inviata alla stampa che non solo fa fare una gran brutta figura ai suoi rappresentanti, ma anche purtroppo ai suoi esponenti (che a questo punto dovrebbero chiedersi da chi sono rappresentati), e che cristallizza anche il sospetto che a tanti era balenato, cioè che qualcuno dentro o fuori rispetto alla stessa associazione (un ispiratore o forse un’ispiratrice?) celi velleità politiche neanche troppo celate, e che tenti maldestramente di destabilizzare questa amministrazione che ha già incontrato tanti problemi nel suo percorso.

Chiudo dicendo che molte fra le attività che non fanno parte del Bajuolo, libere da schemi, preconcetti e influenze, hanno già deciso di sottoscrivere la Erice Card, e che questa amministrazione, pur tra mille difficoltà, ha sempre avuto un occhio di riguardo nei confronti del centro storico, a scapito dei 28.000 abitanti (e delle attività commerciali) che vivono a valle. Ma per gli ispiratori (o le ispiratrici) tutto ciò che si è fatto e si fa non è mai abbastanza, servendosi dell’abusato e scontato motto “Erice merita di più”. Magari se e quando amministreranno (o torneranno ad amministrare) faranno meglio di noi, ma io ho i miei dubbi.