“Matteo Messina Denaro, latitante di Stato”: pubblicato il primo libro del trapanese Marco Bova [AUDIO]

Il giornalista presenterà ufficialmente lo scritto mercoledì 24 novembre a Palermo alla libreria Feltrinelli. In anteprima ne ha parlato oggi alla radio

Non è certo facile scrivere di mafia in Sicilia. Il trapanese Marco Bova lo sa. Ormai è anche abituato a scrivere storie che creano domande. Adesso, però, bisogna cominciare anche a pensare alle risposte. È uscito in tutte le librerie il primo libro del giornalista intitolato “Matteo Messina Denaro, latitante di Stato” edito da Ponte alle Grazie. La prima presentazione ufficiale sarà mercoledì 24 novembre a Palermo alla libreria Feltrinelli.

Matteo Messina Denaro, come è scritto nella presentazione del libro, “pare un fantasma inafferrabile: in questi 30 anni, innumerevoli sono state le piste seguite, colossale lo sforzo profuso dallo Stato mentre gli annunci di una cattura imminente continuano a susseguirsi. Depistaggi, indagini inquinate, prove scomparse”. Abbiamo approfondito con l’autore la genesi di questo scritto. Ascolta l’intervista che l’autore Marco Bova ha rilasciato alla redazione di Trapanisì.it:

“Nella caccia a Messina Denaro – aggiunge l’autore – c’è tanta confusione, questo lo hanno capito soprattutto alcuni investigatori che bramano dalla voglia di mettergli le manette”. Ma a chi fa comodo che il boss non venga mai catturato? “La caccia a Messina Denaro, per quanto è costosa, andrebbe inserita tra le voci del bilancio del nostro Stato. Le sue ricerche da decenni assorbono gli investigatori più capaci, distogliendo risorse essenziali per capire la nuova mafia e individuare i boss insospettabili dietro una lunga schiera di manager e professionisti”.

Il libro, con la prefazione di Paolo Mondani e con la collaborazione e la cura di Simona Zecchi, ricostruisce e ripercorre le piste seguite e affossate dal 1993, anno dal quale il boss è ricercato, gli sforzi dello Stato, il ruolo della magistratura e delle forze dell’ordine, gli errori e le interferenze, la mancanza di coordinamento e le gelosie interne. Quello che emerge è un puzzle ancora da risolvere, in cui al lettore viene presentata un’incredibile mole di informazioni e di elementi inediti, tra analisi di fatti e personaggi chiave, fonti dirette, intercettazioni, interviste (come quella inedita dell’ex sindaco e professore Antonio Vaccarino, utilizzato in passato dai servizi per avvicinarsi a Diabolik come anche Messina Denaro viene chiamato, rilasciata all’autore prima di morire), e immagini a riprova di quanto affermato.