Sarà una perizia medico-legale a stabilire se Antonio Messina, 80 anni, ex avvocato di Campobello di Mazara, è in grado di partecipare coscientemente al processo a suo carico, che si sarebbe dovuto aprire ieri davanti al Tribunale di Marsala.
Lo riporta un articolo apparso sul Ginormale di Sicilia.
La richiesta è stata avanzata dalla difesa, rappresentata dall’avvocato Paolo Paladino, che ha evidenziato come l’imputato versi in “precarissime condizioni di salute”, producendo una relazione medica sulle patologie dell’anziano.
L’obiettivo è accertare se Messina sia nelle condizioni di comprendere le fasi del dibattimento e, in caso contrario, ottenere la sospensione del processo.
Secondo l’accusa, l’ex legale avrebbe gestito una parte della cassa riconducibile alla famiglia mafiosa guidata dal defunto boss Matteo Messina Denaro, occupandosi dei flussi di denaro.
Alla richiesta di perizia si è opposto il pubblico ministero della Direzione distrettuale antimafia di Palermo, Vincenzo Amico. Tuttavia, il Tribunale, presieduto da Vito Marcello Saladino, dopo la camera di consiglio ha accolto l’istanza, sottolineando che “il giudice non può negare un’indagine peritale se non fornendo idonee motivazioni”.
Il medico incaricato di effettuare la perizia sarà nominato nella prossima udienza, fissata per mercoledì. Da quella valutazione dipenderà il prosieguo del procedimento.

















