“Maria sciogli il nodo dell’aborto”, polemiche sull’infiorata a Trapani

L'aborto come la mafia, la violenza o la guerra. Critiche all'amministrazione comunale per pubblicazione su pagina istituzionale

L’aborto come la guerra, la mafia, la violenza e il razzismo. No: non avete letto male. L’aborto è stato messo alla stregua di alcune delle più importanti problematiche della nostra società. È accaduto a Trapani dove si sta svolgendo la manifestazione “Scalinata di San Domenico – Art&Fiori”.

La polemica è partita dopo che sulla pagina istituzionale del Comune di Trapani, che patrocina l’evento, sono state pubblicate le foto di tutti i “quadri” realizzati, compreso quello che ha per titolo “Maria sciogli il nodo dell’aborto” con buona pace della legge 194 e delle lotte per l’approvazione della stessa. Apriti cielo.

Numerosi sono stati i commenti, il polverone si è alzato e non si capisce il Comune di Trapani come possa apertamente schierarsi contro una delle più importanti leggi dello Stato Italiano.

Tra i primi a intervenire è stata Valentina Colli, presidente del Circolo UDI (Unione Donne in Italia) di Trapani. Ecco il suo intervento integrale.

Il livello di civiltà e di aderenza ai principi democratici di un Paese si misura anche attraverso il livello di libertà e di autodeterminazione delle donne. Questa libertà appare messa in discussione e va difesa e rilanciata continuamente.

La Legge 194/78, frutto della lotta delle donne e straordinaria esperienza di difesa della vita e del diritto di ciascuna a decidere della propria sessualità e a scegliere in modo autonomo e consapevole di diventare madre, non è conquistata per sempre: è un baluardo costantemente da presidiare.

Le vergognose campagne dei movimenti pro-vita sono tutti ostacoli concreti che trasformano un diritto riconosciuto sulla carta in un percorso ad ostacoli sulla pelle delle donne stesse.

L’Amministrazione Comunale di Trapani, con un post pubblico su Fb, sostiene quella che è una posizione anti abortista – legittima della Chiesa Cattolica – ma illegittima da parte di una Istituzione che DEVE rispettare il principio di laicità dello Stato, espresso negli Art. 7-8 della Costituzione.

Oltretutto, l’“infiorata” della Scalinata di S. Domenico è patrocinata dal Comune che, riteniamo, non potesse non essere al corrente del contenuto dei “quadri” (quello in oggetto non è un’immagine sacra, come sponsorizzato nel sito dell’evento, per inciso). N.B. “Patrocinare” economicamente o meno, significa che l’Amministrazione sostiene e condivide quel tema.

Questa posizione è un attacco “sottovoce” al l’autodeterminazione delle Donne.
Ai principi di laicità. Ad una Legge dello Stato italiano, al netto delle posizioni personali di ciascuno che non ci devono riguardare, come Città e come cittadini.
È un giudizio morale ed etico che un’Amministrazione non può e non deve esprimere o accettare in alcun modo.
Già con “Trapani è Donna e Madre” dicemmo che non si poteva tradurre la maternità in un “destino” per le donne, tagliando fuori il concetto di genitorialità.

Di fronte a esternazioni talmente inaccettabili e lesivi di diritti che sono il frutto di battaglie e di conquiste irrinunciabili, come UDI Trapani – Circolo “Franca Rame”, chiediamo all’Amministrazione di prendere una posizione chiara e netta, fuori dall’elettoralmente utile politichese, in difesa della L. 194/78; chiediamo che l’Amministrazione, in virtù di Ente Pubblico patrocinante, chieda all’associazione “Tradumari&venti” di rimuovere il quadro in oggetto.

Personalmente ho chiesto alla Commissione Pari Opportunità di prendere una posizione in merito.
Ovviamente, si chiede di esprimere una posizione anche all’Assessora alle P. O. Andreana Patti. E infine, Chiediamo al Sindaco di dire chiaramente se sta dalla parte delle Donne sul serio: perché i manifesti raccontati, nei programmi e nelle manifestazioni, sono bellissimi, ma buttare il cuore oltre l’ostacolo è un’altra cosa. Impegnarsi in un progetto politico di vera Paritá, che dimostri il rispetto e la promozione della Donna nella sua interezza e nella sua Libertà, è difficile: ma sono tempi che esigono chiarezza, perché la battaglia delle Donne e per le Donne è in campo aperto, e non ci troverà nelle retrovie.

Il sindaco Tranchida, con una nota stampa ufficiale, ha voluto controbattere affermando che “L’infiorata è un omaggio alla città, anche per questo abbiamo voluto rendere pubblica l’opera sui social del comune, ed insieme il richiamare la comunità cittadina alla riflessione su temi attuali ed assolutamente laici (dalla violenza sulle donne all’impegno antimafia o per la tutela dell ambiente, etc). Vi è anche una particolare inclinazione spirituale e religiosa su alcuni temi che può non trovare d’accordo tutti così come rassegnatomi per le vie brevi, ma l’opera va comunque letta nel suo insieme e con il debito di rispetto democratico delle idee e sensibilità di tutti. L’approccio laico del comune, più in generale anche nella concessione di suolo pubblico per manifestazioni le più diverse e disparate, non può significare valutazioni discrezionali e/o di censura, bensì di rispetto per tutti. Grazie ancora a Claudio Maltese ed ai volontari dell’Associazione TraduMari&Venti”.

La risposta del primo cittadino di Trapani non ha convinto Valentina Villabuona, presidente provinciale del Partito Democratico, che ha indirizzato al sindaco una lettera aperta.

Caro Giacomo,
prima che al Sindaco di Trapani, mi consentirai di rivolgermi al compagno di Partito, ad un democratico, che sa bene quanto in questi ultimi anni gli attacchi alle donne e non solo rispetto alla 194 siano aumentati.
Ti ringrazio per la tua celere risposta, che ci consente di affrontare l’argomento fugando ogni dubbio sulla volontarietà della pubblicazione sulla pagina istituzionale del Comune di Trapani.

Tuttavia, pur nel rispetto delle tue opinioni, non posso far finta di nulla, perché se è vero che ci lega l’appartenenza allo stesso partito, è pur vero che le democratiche e i democratici si sono schierati senza alcuna ambiguità sempre per la difesa dell’autodeterminazione delle donne e nel sostegno a tutte, a prescindere dalle loro scelte, evitando qualsiasi giudizio morale.

Nulla da dire sul patrocinio conferito alla manifestazione da parte del Comune, tuttavia sarebbe bastata una foto della scalinata che non evidenziasse in modo così brutale, un quadro che ben rappresenta la cultura cattolica, ma che certamente non è la cultura di tutte e tutti i trapanesi.
Ti ricordo che la legge sull’aborto fu oggetto di referendum e che visti gli esiti è altamente probabile che anche molti cattolici votarono a favore.

Vedi Giacomo, il punto non è il quadro, ma cosa è possibile pubblicare sulla pagina del Comune di Trapani, che ha il dovere di rappresentare tutte le cittadine e i cittadini.
Trapani è madre dici tu, ma anche donna e le donne non sempre vogliono essere madri, non sempre possono essere madri e non sempre decidono di tenere un figlio e se non lo fanno non si devono sentite giudicate dal loro Sindaco, a prescindere se scelgano di abortire o di lasciare il bambino in una culletta termica.

Seppur capisco la buona volontà, in un momento in cui si introducono i registri dei bambini mai nati, si equiparano le donne che abortiscono al medico di Auschwitz e si usa troppo spesso un linguaggio sessista, una scelta come la tua, soprattutto nella qualità di Sindaco democratico, legittima un dibattito oscurantista e medievale sulle donne, che purtroppo è in atto nel nostro paese.

Per questo, pur rispettando il tuo pensiero, ti chiedo, ancora una volta, di rimuovere un post che mette a disagio tante e tanti cittadini trapanesi.

Anche la consigliera comunale del Movimento 5 Stelle, Francesca Trapani, ha espresso, attraverso la sua pagina Facebook, il suo pensiero sull’accaduto stigmatizzando l’avvenuto.

Il sindaco Tranchida e le donne della sua giunta forse fanno finta di non capire. Parlando delle opere, del senso spirituale delle stesse, che nessuno ha criticato. Ciò che è stata criticata è la presa di pozione da parte del comune, con un messaggio nella propria pagina palesemente anti abortista.
Ancora una volta critico aspramente l’uso che il sindaco fa della comunicazione istituzionale.

La posizione del Comune di Trapani è inaccettabile perchè mistifica principi e risultati della Legge 194, che ha svolto e svolge un ruolo fondamentale nell’emancipazione non solo della donna ma della società italiana intera; tenta in modo strumentale di colpevolizzare la figura della donna appellandosi alla spiritualità.
Ritengo tale comunicazione altamente disinformativa e lesiva della dignità della donna e della libertà di scelta.
Ritengo pertanto doveroso che il sindaco e la giunta chiedano scusa a tutte le donne che hanno dovuto ricorrere all’aborto.

Il sindaco di Trapani con la solita arroganza ci ha riportato indietro ad anni in cui le donne morivano per le interruzioni di gravidanza e proliferavano gli aborti clandestini. Nascondendosi dietro la parola
Religione, colpevolizzando ancora una volta le donne e insinuando che chi decide di abortire lo faccia senza la necessaria consapevolezza, con leggerezza, o che sia una persona che non riconosce il valore della vita.
“Quindi se un quadro avesse rappresentato il Duce sarebbe andato bene nella sua interezza”

La stessa Valentina Colli, dopo le parole di Tranchida, ha voluto rimarcare ulteriormente ciò che secondo lei non va.

Il sindaco finge di non comprendere che, patrocinare una iniziativa, significa sposarne il contenuto in TUTTE le sue parti. Infatti, vanta il fatto che la manifestazione richiami alla riflessione su temi “laici”, come l’aborto.

Secondo lui, osteggiare ed esecrare una Legge dello Stato che va contro la libertà delle donne è normale condivisione di idee e sensibilità. Evidentemente, gli è sfuggito che, per garantire la pluralità democratica, poteva autorizzare la manifestazione senza patrocinarla. Perché le valutazioni discrezionali un’amministrazione DEVE farle, a meno che voglia autorizzare un graffito con scritto “W Hitler” per non ledere la libertà di opinione. Da domani, ci aspettiamo di poter fare liberamente un bel dipinto col fascio littorio a Piazza Vittorio Emanuele.

In ogni caso, il Sindaco ci fa sapere che preferisce che si possa dare delle assassine a tutte le cittadine trapanesi che hanno scelto o subito un aborto – ricordo: autorizzato da una legge dello Stato – piuttosto che ledere la libertà di opinione di un’associazione. Grazie, Sindaco, ora ci è chiaro da che parte sta”.

Intervento anche della segretaria provinciale della Cgil, Liria Canzoneri: “La legge 194 è una conquista per il nostro Paese, per le donne, per la democrazia e per la libertà. Le Istituzioni dovrebbero affrontare il tema dell’aborto e altri temi delicati e controversi in maniera neutra, affermando, in ogni circostanza, la laicità dello Stato”

Insomma, una gestione decisamente rivedibile, con una comunicazione che è stata totalmente errata. Sarebbe interessante conoscere l’opinione dei rappresentanti (oltre 30) che compongono la “Commissione per le pari opportunità tra uomini e donne” fortemente voluta da Tranchida.