A Marettimo il mare non è soltanto paesaggio o memoria: è identità, lavoro, sopravvivenza. Ed è proprio per celebrare uno degli uomini che più di tutti ha saputo interpretare questo legame profondo con il Mediterraneo che, nell’ultima settimana di giugno 2026, l’isola ospiterà un evento commemorativo dedicato a Benedetto “Nitto” Mineo, figura leggendaria delle Egadi, primo subacqueo a rivoluzionare il mondo delle tonnare.
L’iniziativa, organizzata dall’Associazione CSRT “Marettimo” presso il Museo del Mare delle Attività e Tradizioni Marinare e dell’Emigrazione, rientra nel ciclo culturale “Ulissidi Egadini” e punta a restituire al pubblico la storia di un uomo che ha segnato un’epoca, trasformando per sempre il rapporto tra tecnologia subacquea e pesca tradizionale del tonno.
Nato a Marettimo nel 1934, Nitto Mineo crebbe respirando il mare sin da bambino.
Ma il momento destinato a cambiare la sua vita arrivò quasi per caso, durante un incontro con un gruppo di subacquei palermitani nelle acque di Levanzo.
Da quel giorno iniziò una nuova avventura che lo avrebbe portato a diventare una figura pionieristica nelle tonnare di Favignana e Formica e successivamente comandante del motopeschereccio d’altura “Lo Sparviero” nel Canale di Sicilia.
Per molti pescatori dell’epoca, vedere un uomo immergersi con le bombole significava assistere a qualcosa di quasi fantascientifico.
Non a caso Mineo veniva descritto come “u marzianu”, il subacqueo “vistutu com’un marzianu”. Eppure quella che inizialmente sembrava una stranezza si trasformò ben presto in una rivoluzione destinata a cambiare il lavoro nelle tonnare.

Nel 1963 Mineo indossò per la prima volta un paio di bombole e intuì immediatamente le potenzialità della subacquea applicata alla pesca del tonno. Fu lui a introdurre l’utilizzo del sommozzatore come “occhio” delle reti nelle camere della morte delle tonnare, innovando un sistema rimasto pressoché immutato per secoli.
Un’intuizione che attirò anche l’attenzione del regista e documentarista Pippo Cappellano, autore nel 1968 del pluripremiato documentario “Un Uomo in Più”, vincitore dell’Oscar del Mare di Pegli, che verrà proiettato nel corso delle celebrazioni.
L’evento previsto a Marettimo sarà un vero viaggio nella memoria marinara delle Egadi attraverso fotografie storiche, filmati d’epoca e testimonianze dirette di chi ha conosciuto Mineo personalmente.
La mostra fotografica sarà curata proprio da Pippo Cappellano, amico storico di Nitto, insieme a Marina Cappabianca.
Verranno inoltre proiettati video che ritraggono Mineo all’opera nelle profondità del mare, con l’assistenza tecnica di Salvatore Torrente.
La serata principale sarà presentata dal giornalista Alessandro Filippini e vedrà la partecipazione di Emilio Milana, Antonino Rallo, Vito Vaccaro, Laura Lodico, Pippo Cappellano e Marina Cappabianca.
A rendere ancora più intenso il momento saranno i ricordi affidati alle figlie di Nitto – Rosa, Mavie e Simona – insieme ai nipoti, agli amici e ai parenti presenti.
L’iniziativa gode del patrocinio del Comune di Favignana – Isole Egadi e dell’Area Marina Protetta Isole Egadi, a conferma del valore culturale e identitario dell’evento per tutto l’arcipelago.
Fino alla sua scomparsa, avvenuta nel gennaio 2018 all’età di 84 anni, Nitto Mineo non smise mai di guardare il mare come casa, sfida e compagno di vita. Ed è proprio quel mare che oggi torna a raccontarlo come uno dei suoi figli più autentici.
«Nitto è stato un Ulisside nel senso più puro del termine: un uomo che non ha avuto paura di sfidare l’ignoto sotto la superficie per portare il futuro tra le reti di una tradizione millenaria», racconta Pippo Cappellano.
Un omaggio che non parla soltanto di un uomo, ma di un’intera civiltà marinara che continua ancora oggi a vivere attraverso le storie, i volti e le tradizioni delle Egadi.

















