Diciotto anni di carcere: è questa la condanna richiesta dal sostituto procuratore Gianluca De Leo per Alfonso Tumbarello, il medico di base di Campobello di Mazara accusato di aver curato Matteo Messina Denaro durante la latitanza
La requisitoria si è tenuta davanti al Tribunale di Marsala dove il processo — presieduto dal giudice Vito Marcello Saladino — prosegue a carico del sanitario, attualmente ai domiciliari dopo otto mesi trascorsi in carcere.
Secondo la Procura, Tumbarello avrebbe fornito assistenza sanitaria al capomafia utilizzando l’identità di Andrea Bonafede, cugino omonimo dell’uomo che aveva prestato i propri dati al boss, redigendo 147 ricette e prescrizioni per consentire al capo mafia di proseguire le cure oncologiche che stava seguendo fino alla cattura, avvenuta nel gennaio 2023 a Palermo.
Per l’accusa, il medico era consapevole che le prestazioni non fossero destinate a Bonafede, risultato in perfetta salute, ma al latitante con il quale avrebbe intrattenuto rapporti trentennali. Tumbarello, invece, ha sempre negato ogni coinvolgimento, sostenendo di aver agito convinto che il suo paziente fosse realmente malato.
Dalle indagini del Ros, coordinate dai magistrati Paolo Guido, Gianluca De Leo e Pierangelo Padova, emergerebbe che il 5 novembre 2020 il medico preparò una scheda clinica falsa a nome di Bonafede, attestando di averne visitato personalmente le condizioni e di averne sollecitato il ricovero, mentre in realtà il paziente visitato era Matteo Messina Denaro.
Le dichiarazioni di Bonafede, secondo cui si sarebbe limitato a ritirare le prescrizioni per conto del boss senza che il medico conoscesse la verità, sono state smentite dalle indagini e dalle testimonianze della segretaria di Tumbarello che ha riferito di non aver mai visto Bonafede nello studio, ma di ricordare “una sola persona” che andava a ritirare le ricette relative a una patologia tumorale.
La sentenza per Tumbarello è attesa per il prossimo 10 dicembre dopo la conclusione delle perizie disposte sulla documentazione sanitaria prodotta in aula.

















