Prime battute, stamattina, al Tribunale di Trapani, del processo nato dall’operazione “Scialandro” del 24 ottobre 2023 da DIA, Carabinieri e Polizia, un’importante inchiesta che coinvolge 18 persone accusate di far parte della rete mafiosa di Cosa Nostra nei territori di Trapani, Custonaci e Valderice.
La prima udienza è stata dedicata alla risoluzione delle questioni preliminari, con il processo che entra ora nella fase dibattimentale. La prossima udienza è stata fissata per il 20 febbraio 2025 quando saranno ascoltati i primi testimoni della polizia giudiziaria che avranno il compito di ricostruire i dettagli delle attività criminali contestate.
Gli imputati sono accusati di svariati reati tra cui quello di associazione mafiosa, estorsione, traffico di droga e controllo delle attività economiche sul territorio. Le accuse delineano una rete radicata che avrebbe esercitato un’influenza capillare su numerosi settori economici locali, utilizzando metodi intimidatori e violenti.
Dieci degli indagati hanno optato per il rito abbreviato – le cui udienze si tengono davanti al gup di Palermo. La Procura palermitana ha chiesto quindici anni per Vito Manzo e Giuseppe Maltese, dodici anni per Gaetano Barone, Luigi Grispo, Santo Costa, Paolo Magro, Roberto Melita; undici anni e quattro mesi per Carlo Guarano, dieci anni per Giuseppe Costa e quattro anni per Andrea Internicola.
Gli altri otto imputati stanno, invece, affrontando il processo con il rito ordinario davanti al Tribunale di Trapani. L’appuntamento in aula del prossimo febbraio segnerà una fase determinante del processo, con l’avvio dell’ascolto dei testimoni e la presentazione delle prove raccolte dall’accusa.
















