La VII Commissione del Consiglio comunale in questi mesi ha lavorato molto sulle partecipate del Comune di Trapani.
In modo particolare, in queste settimane, l’attenzione si è concentrata sul Luglio Musicale Trapanese di cui ha già messo in discussione l’opportunità di svolgimento del bando di concorso per l’assunzione del direttore di produzione (ne parliamo qui).
Il ruolo della Commissione è stato sinergico e, per una volta, maggioranza ed opposizione hanno lavorato nell’interesse comune, al fine di non disperdere il patrimonio culturale costituito dal Luglio Musicale. L’interesse della Commissione è stato determinato da una serie di criticità emerse in merito alla trasparenza dei processi decisionali, all’equilibrio finanziario e al funzionamento complessivo dell’Ente, con particolare riferimento alla gestione del personale e alla recente procedura per il conferimento dell’incarico di direttore di produzione. La Commissione ha, dunque, acquisito documenti e udito tutti i responsabili del Luglio, dall’assessora al ramo Rosalia D’Alì al consigliere delegato Natale Pietrafitta. Approfondendo le complesse questioni, ci si è resi conto come le scelte che investono l’Ente siano strategiche, fondamentali e non più rinviabili.
Per questi motivi, lunedì scorso si è tenuto una seduta straordinaria del Consiglio con all’ordine del giorno proprio la situazione dell’Ente. C’è stata quindi occasione di ascoltare e apprendere, dalla viva voce di Pietrafitta, quello che è lo stato dell’arte del Luglio e già espresso nelle audizioni con la Commissione.
Per quanto riguarda la questione del bando di concorso per l’assunzione del direttore di produzione, Pietrafitta ha riferito che è stato predisposto in assenza di un piano industriale formalizzato ma in coerenza con le esigenze operative dell’Ente. Ne ha quindi rivendicata la legittimità della scelta del titolo di accesso, pur ammettendo che si tratta di un criterio opinabile ma non illegittimo.
In merito alla questione della sostenibilità economica e la sospensione della procedura, a conferma della compatibilità economica della figura, il CdA ha evidenziato che il bilancio di esercizio più recente si è chiuso con un avanzo di gestione pari a euro 44.292,33, escludendo quindi la presenza di disavanzi o squilibri. La sospensione del bando è stata giustificata come una misura prudenziale, legata ad una verifica in corso sulla solidità finanziaria dell’Ente, senza che fosse mai messa in discussione, formalmente, la legittimità del bando in sé o la sua sostenibilità.
Critiche sono emerse rispetto ai rapporti con il Comune: l’ente lamenta un carico crescente di compiti organizzativi affidati informalmente dal Comune al Luglio Musicale (organizzazione di eventi e logistica), senza risorse aggiuntive, con conseguente appesantimento dell’attività ordinaria e stress per il personale. È stata segnalata anche una carenza di comunicazione e coordinamento con il settore delle partecipate.
Preoccupante, invece, il quadro emerso dall’audizione del Collegio dei Revisori, in particolare per la cronica crisi di liquidità dell’ente, dovuta sia a ritardi nei trasferimenti pubblici, sia a una gestione finanziaria che non riesce a consolidare un equilibrio strutturale.
I revisori hanno sottolineato come il bilancio 2025 – ancora in attesa di approvazione definitiva – sia stato impostato con prudenza, ma non garantisca la copertura certa delle passività pregresse, in particolare quelle verso l’erario e gli artisti.
È stata ribadita la necessità dell’approvazione urgente di un piano industriale triennale o documento strategico che consenta di orientare le scelte gestionali e finanziare nel medio-lungo periodo. Particolare preoccupazione è stata espressa in merito alla capacità dell’Ente di far fronte agli impegni assunti, soprattutto nel caso in cui dovessero mancare ulteriori fondi straordinari o non venissero rispettati i parametri FUS/FURS per l’accesso ai contributi.
In aula consiliare Pietrafitta ha presentato una condizione finanziaria in salute, con avanzi di gestione ed un grado di affidabilità che garantisce una condizione di continuità aziendale. La situazione però cambia per quanto riguarda la liquidità, creando uno scollamento con le condizioni contabili.
Considerando che, in quanto Teatro di Tradizione, il Luglio Musicale deve mettere in scena il 60 per cento di opere nel cartellone annuale, che richiedono una grande mole di lavoro a tutta l’amministrazione e produzione e conseguenti costi, il fattore liquidità diventa dirimente: è come avere un a Ferrari, dover fare il pieno per parttecipare ad una corsa e non avere i soldi per il carburante.
Pietrafitta ha confermato che l’Ente registra una esposizione debitoria di circa 1,7 milioni di euro, composta per oltre metà da debiti verso l’erario (950.000 euro), per il resto da debiti verso artisti (400.000 euro), da saldare entro settembre) e fornitori. Il bilancio previsionale 2025, già approvato dal CdA e in fase di approvazione finale, prevede un avanzo di circa 24.300 euro ma le criticità di cassa restano.
Dal punto di vista gestionale, si è cercato di contenere la spesa con azioni di “spending review”, come il recupero sartoriale tramite convenzione con un’associazione di sarte, e la razionalizzazione dei costi fissi. La cassa corrente ammonta a circa 500.000 euro annui. Tuttavia, l’Ente è costretto a far fronte a una rata media trimestrale di circa 20.000 euro per piani di rateizzazione.
Prima dell’arrivo di Pietrafitta, il Luglio Musicale era affidato a Matteo Giurlanda (dimessosi nel 2022) e, di concerto col consiglio direttivo presieduto dal sindaco, si è pensato di approfondire il tema della liquidità e dei debiti dell’Ente, svolgendo un approfondimento di riscontro tra il bilancio consuntivo 2020, le scritture contabili, i cosiddetti “mastrini”, a sostegno. É venuto fuori che parte di alcuni debiti pregressi non erano stati cartolarizzati, cioè inseriti all’interno dello strumento, benchè in azienda fossero presenti gli elementi documentali a sostegno dei debiti pregressi. Questo ha certamente aperto un varco verso questa condizione difficoltosa, che si aggiungeva a debiti di natura tributaria che gravano sulle casse dell’Ente, contratte dal 2015 in poi e che, proprio durante il covid avevano trovato uno stop (come previsto dalle agevolazioni per il periodo pandemico). Terminato quel periodo, l’Agenzia delle Entrate è tornata a notificare una mole considerevole di cartelle esattoriali, esaminate dagli organi che compongono l’ente, per rateizzarli o addirittura rottamarli (cioè azzerare elementi accessori al debito principale, prima fra tutti la mora). Ciò ha generato un maggiore bisogno di liquidità, ad oggi gestita in parte coi contributi di Regione e Ministero. “In parte” perché, se si vogliono continuare a percepire i contributi, il Luglio deve anche andare avanti con la produzione. Pietrafitta, durante il suointervento in aula consiliare, ha anche evidenziato come ogni iniziativa messa in campo, sia tesa a risolvere i debiti contratti dal 2015 in poi. Cioè agli anni in cui il “Luglio” è stato diretto da Giovanni De Santis.
La VII Commissione ha quindi chiesto il consiglio straordianrio perché l’Ente, checchè se ne dica, non gode di ottima salute e vanno prese delle scelte “dinamiche e dirompenti” proprio per la sua salvaguardia e prospettiva, come le ha definite Maurizio Miceli, consigliere di opposizione , nel suo intervento in aula consiliare. Alla Commissione consiliare spetta il ruolo di evidenziare le criticità. E l’esempio lampante di queste è la gestione del bando del Luglio per Direttore di produzione.
É mai possibile che l’apparato burocratico del Comune non fosse a conoscenza che fosse stato bandito il bando per Direttore di produzione? Che la mano destra non sapesse cosa fa la sinistra? Considerando che esiste un regolamento per il controllo analogo, per cui impone alle partecipate di evadere una relazione semestrale sullo stato dell’arte. É possibile che tutto ciò sia assente? Allora sarebbe importante andare alle radici di quel controllo, che ci deve essere.
La Commissione ritiene necessarie e urgenti alcune azioni:
1. Adozione immediata di un piano industriale triennale, con obiettivi misurabili e coerenti con le risorse disponibili.
2. Revisione dello statuto dell’Ente, in collaborazione con il Comune, per rafforzarne la governance e ridefinire i ruoli.
3. Chiarezza nella gestione del personale, sia in termini di fabbisogno che di trasparenza nelle assunzioni.
4. Rafforzamento del dialogo tra CdA, Amministrazione e settore partecipate, evitando la deriva autoreferenziale e garantendo rendicontazione periodica.
5. Equilibrio tra funzione culturale e funzione logistica, affinché l’ETM non venga svuotato della propria vocazione artistica.
Da parte del sindaco Tranchida piena disponibilità a votare e mettere in atto risoluzioni e raccomandazioni scaturite dal lavoro della VII Commissione, eliminando definitivamente la zavorra dei debiti che comportano una esposizione in termini di liquidità corrente in capo al “Luglio” per fronteggiare i debiti pregressi. Una soluzione potrebbe dunque essere la valorizzazione di una parte del patrimonio, riferendosi alle quote di Palazzo Lucatelli, e certamente la revisione dello statuto dell’Ente di tradizione.
Chissà che, dopo questioni annose che si ripresentano quasi puntualmente e che richiedono sforzi economici enormi delle Amministrazioni succedutesi negli anni per salvare il Luglio Musicale Trapanese, stavolta non si possa trovare una strada per risanarlo definitivamente e riportarlo a quella che è la sua reale mission.


















