Il 26 e 27 giugno, il Cretto di Burri a Gibellina ospiterà la prima nazionale de L’Orestea di Gibellina, un’installazione teatrale innovativa firmata da Emilio Isgrò. Questo evento segna l’inizio delle Orestiadi, il festival che celebra l’arte contemporanea nella città di Gibellina Capitale italiana dell’arte contemporanea 2026.
La regia è dello stesso Isgrò, affiancato da Alfio Scuderi, e vedrà la partecipazione straordinaria di Pietrangelo Buttafuoco, che aprirà e chiuderà la performance. In scena, attori di spicco come Donatella Finocchiaro nel ruolo di Clitennestra e Vincenzo Pirrotta in quello di Agamennone, daranno vita a una reinterpretazione della trilogia classica.
La performance si svolgerà al calar del sole e trasformerà il Cretto in un palcoscenico di suoni e visioni. Le musiche, composte ed eseguite dal vivo da Giovanni Caccamo, accompagneranno il pubblico attraverso un viaggio emozionante, mentre i personaggi dell’Orestea appariranno come fantasmi evocativi.
Isgrò ha descritto quest’opera come un modo per riflettere sulle macerie della storia, non solo di Gibellina, ma anche di luoghi lontani come l’Ucraina e Gaza. La sua installazione non è solo un omaggio alla città, ma anche una critica alla violenza e alle distruzioni che affliggono il mondo.
Concluderà l’installazione un toccante tributo a Ludovico Corrao, figura chiave nella rinascita culturale di Gibellina. L’Orestea di Gibellina non è solo un evento teatrale, ma un’esperienza immersiva che invita alla riflessione e alla memoria.

















