Lite a Marettimo tra l’ex sindaco di Trapani e un giovane, Girolamo Fazio: “Non ho usato alcuna violenza”

Quale siano state l’esatta dinamica e consenguenzialità dei fatti, avvenuti ieri sull’isola di Marettimo, saranno gli organi preposti a chiarirlo nella lite scoppiata tra l’ex sindaco di Trapani ed ex deputato regionale Girolamo Fazio e un 17enne che lo aveva investito con una secchiata d’acqua mentre procedeva per strada insieme al figlio di suoi ospiti nella zona del porto.

Le versioni che abbiamo visto riportare da altri organi di informazione sono, infatti, discordanti – e non di poco – su chi abbia fatto cosa, su chi abbia incominciato con la violenza e chi abbia reagito. Ecco perché abbiamo scelto di attendere. Resta il fatto che sia Fazio sia il giovane, accompagnato dalla madre, dopo i primi soccorsi alla Guardia medica dell’isola, sono stati trasferiti con l’idroambulanza, giunta da Favignana, a Trapani e condotti al Pronto soccorso dell’ospedale “Sant’Antonio Abate” di Trapani.
Il giovane lamentava una dolenzia ai testicoli, Fazio presentava una vistosa ferita all’arcata sopraccigliare destra che ha necessitato dell’applicazione di punti di sutura per fermare l’emorragia.

Quella che pubblichiamo è la foto del volto di Fazio al suo arrivo al Pronto Soccorso. “La testata del ragazzino – afferma l’ex deputato regionale trapanese in una nota diffusa alla stampa – mi ha provocato, come da referto medico, trauma cranico e ferita all’arcata sopraccigliare destra con 9 punti di sutura. Frattura avvallata del pavimento dell’orbita destra con sospetta rientranza. Materiale ematico nel seno mascellare di destra. Ematoma subgaleale in sede sopraccigliare destra, con una prognosi di 30 giorni”.

Il giovane, afferma Fazio, “non è stato ricoverato ed è tornato ieri sera stesso a casa con le sue gambe. E tutto questo solo per avere difeso, senza utilizzare violenza alcuna, un bambino con cui stavo andando a pescare. La questione verrà naturalmente risolta nelle sedi opportune, ma ritengo imponga da parte di tutti, soprattutto di chi continua a diffondere notizie false, attente riflessioni”.