Liberty Lines torna nella piena disponibilità dei propri beni e della propria organizzazione aziendale dopo il dissequestro disposto nell’ambito dell’inchiesta che vede indagate circa 50 persone e che aveva condotto, lo scorso 20 novembre, la Procura di Trapani a disporre il sequestro preventivo d’urgenza della compagnia di navigazione, poi affidata ad un pool di tre amministratori giudiziari.
In una nota ufficiale, la società ha ribadito come le contestazioni mosse riguardino una percentuale minima delle corse effettuate negli anni 2021 e 2022 e come, in ogni caso, non sia mai stata compromessa la sicurezza di passeggeri ed equipaggi, sottolineando inoltre la piena fiducia nell’operato della Magistratura e la volontà di tutelare la propria reputazione in merito alla massiccia esposizione mediatica a cui è stata sottoposta.
A rafforzare questo quadro, nei giorni scorsi era arrivata anche la decisione del Tribunale del Riesame di Palermo che ha revocato le misure cautelari personali disposte dal gip di Trapani nei confronti di sei dirigenti e funzionari della compagnia, accogliendo i ricorsi presentati dalle difese e annullando i provvedimenti.
La decisione riguarda Alessandro Forino, presidente del Consiglio di amministrazione, Gennaro Cotella e Marco Dalla Vecchia, dirigenti operativi, Giancarlo Licari, comandante d’armamento, l’imprendice Anna Alba e Gianluca Morace, direttore generale.
L’indagine, condotta dalla Guardia di Finanza di Trapani, ha avuto origine nel 2019. Liberty Lines era già finita sotto i riflettori nel 2017, con l’operazione dei Carabinieri denominata Mare Monstrum, nota come la “tangentopoli del mare”, incentrata su presunti episodi corruttivi legati a esponenti politici e dirigenti regionali.
Con il dissequestro e la revoca delle misure, la compagnia di navigazione riafferma la propria piena operatività e guarda ora con fiducia ai prossimi sviluppi giudiziari, ribadendo l’impegno a garantire un servizio essenziale per la mobilità delle isole e dei territori serviti.
















