Leonardo Falco, mazarese, è stato confermato all’unanimità segretario generale della Uila Trapani nel corso dell’ottavo Congresso territoriale di categoria che ha visto anche l’elezione della nuova Segreteria composta da Tommaso Macaddino, Vita Angileri, Giuseppe Oddo e Giovanni Tantaro.
I lavori, presieduti dal segretario generale UIL Trapani Tommaso Macaddino, hanno rappresentato una opportunità di confronto approfondito sui comparti agroalimentare e ittico, tracciando le linee guida del prossimo mandato sindacale in un territorio chiamato ad affrontare le sfide del mercato globale, del cambiamento climatico e della tenuta occupazionale.
Nel suo intervento programmatico, Falco ha indicato una visione chiara per il futuro del settore, sottolineando come l’agroalimentare trapanese non debba più limitarsi a resistere ma assumere un ruolo guida nel cambiamento, fondato su tre pilastri ritenuti imprescindibili: dignità e legalità del lavoro, con il pieno rispetto dei contratti come condizione per ogni eccellenza produttiva; infrastrutture idriche moderne, capaci di superare la logica dell’emergenza e garantire reti irrigue e invasi efficienti per salvaguardare produzioni come vino e olio; innovazione 4.0, per rendere il lavoro agricolo tecnologico, sostenibile e attrattivo per i giovani, favorendone la permanenza sul territorio.
Al dibattito è intervenuto anche il segretario generale Uila Sicilia, Nino Marino, che ha definito la riconferma di Falco e della sua squadra il riconoscimento di un lavoro costante e radicato, ribadendo la necessità di una Uila forte in Sicilia per contrattare investimenti strutturali e trasformare la transizione ecologica in un’opportunità di crescita professionale e salariale per i lavoratori.
Le conclusioni sono state affidate al segretario nazionale Uila, Gabriele De Gasperis, che ha evidenziato come il congresso di Trapani confermi il ruolo del sindacato quale collante tra comunità locali e sfide dello sviluppo, assicurando l’impegno nazionale affinché temi come la gestione delle risorse idriche e la lotta allo sfruttamento restino centrali nell’agenda politica, in un settore che rappresenta uno dei motori fondamentali del Paese.

















