La CNA Trapani lancia un grido d’allarme contro le conseguenze che deriverebbero dall’applicazione dell’articolo 26 contenuto nel disegno di legge di bilancio 2026 proposto dal Governo Meloni, norma che estenderebbe a tutti i soggetti il divieto di compensare i crediti d’imposta con i debiti previdenziali e contributivi.
A partire dal 1° luglio 2026 la compensazione sarebbe, infatti, ammessa soltanto per i crediti emergenti dalle dichiarazioni annuali, escludendo quindi quelli derivanti dai bonus edilizi e dagli incentivi agli investimenti. Una misura che, secondo l’associazione, rischia di compromettere la pianificazione finanziaria di migliaia di imprese, riducendo la liquidità e rallentando gli investimenti, con gravi ripercussioni sull’economia del territorio.
“Una simile restrizione – affermano il presidente Giuseppe Orlando e il segretario Francesco Cicala – metterebbe in seria difficoltà le aziende, specialmente in una fase in cui la ZES Sicilia Occidentale rappresenta uno dei principali strumenti di rilancio. Sarebbe un duro colpo per le imprese che hanno programmato interventi di sviluppo e innovazione contando sulla certezza degli incentivi fiscali”.
L’associazione richiama inoltre l’attenzione sugli effetti che la norma avrebbe anche sui principali strumenti di agevolazione economica, come i crediti d’imposta ZES, Industria 4.0, Transizione 5.0, ricerca e sviluppo e il Tax credit cinema, che verrebbero di fatto depotenziati.
Cicala ha ricordato come nel 2023 il credito d’imposta Mezzogiorno fosse accessibile a tutte le imprese, comprese le micro e piccole, senza la soglia minima di 200 mila euro poi introdotta con la nuova disciplina della ZES. “Da allora – ha aggiunto – molte piccole realtà produttive sono state escluse da opportunità fondamentali. Con l’articolo 26 si rischierebbe di infliggere un ulteriore colpo al tessuto produttivo del Sud, già provato da regole sempre più restrittive”.
Secondo i vertici della CNA Trapani, il provvedimento minerebbe la fiducia delle imprese nello Stato, che negli ultimi anni avevano investito e contratto debiti confidando nella stabilità del quadro normativo. “Cambiare le regole in corsa – sottolineano Orlando e Cicala – significherebbe tradire la fiducia degli imprenditori e indebolire la capacità del Mezzogiorno di attrarre nuovi capitali”.
L’allarme riguarda in particolare i settori delle costruzioni, dell’impiantistica e della produzione, considerati il motore dell’economia locale. La CNA Trapani auspica quindi che, in sede di approvazione della manovra, venga mantenuta l’attuale disciplina sulla compensazione dei crediti d’imposta, per salvaguardare la stabilità economica e occupazionale delle imprese del territorio. La CNA nazionale, insieme alle sedi territoriali, ha già avviato un’azione di sensibilizzazione nei confronti delle Istituzioni per chiedere la modifica o il ritiro della norma.















