Una risposta pubblica entro 24 ore sul futuro del Bus Rapid Transit e, soprattutto, sui tempi necessari per arrivare alla conclusione del cantiere.
A chiederla ieri pomeriggio tramite social al sindaco e ai componenti del Consiglio comunale è il “Comitato operatori centro storico Trapani” che torna a sollevare la questione dei lavori e delle conseguenze che stanno interessando, ormai da mesi, residenti, attività commerciali e frequentatori del centro storico.
«Che fine ha fatto il BRT?», domanda il Comitato, ricordando come il cantiere sia stato avviato all’inizio della stagione estiva e sostenendo che alle iniziali rassicurazioni sulla durata degli interventi siano seguiti rinvii senza che, arrivati a settembre, sia stata indicata una data definitiva per la conclusione.
Gli operatori chiedono chiarezza sullo stato dell’opera: «Se un progetto è finanziato, deve essere realizzato e se una data viene annunciata, dovrebbe essere rispettata. E se non può essere rispettata, qualcuno dovrebbe spiegare il perché». Il Comitato afferma di non volere «l’ennesimo comunicato generico», ma informazioni precise e comprensibili su numeri, responsabilità e cronoprogramma.
Viene richiamata anche la vicenda della ZES e della strada “ultimo miglio” utilizzata dagli operatori del centro storico di Trapani come termine di paragone per esprimere la preoccupazione che finanziamenti, progetti e cantieri possano essere accompagnati da ritardi e da un rimpallo delle responsabilità. Una parte centrale della presa di posizione riguarda le conseguenze attribuite al cantiere.
Secondo il Comitato, i residenti stanno affrontando una riduzione dei parcheggi e manifestano preoccupazioni anche sulla possibilità di transito dei mezzi di soccorso nelle corsie interessate dai lavori; i commercianti, invece, avrebbero subito mesi di disagi e perdite economiche, mentre le difficoltà nella circolazione e quella che viene definita una grave carenza nella comunicazione avrebbero spinto altri cittadini a frequentare meno il centro storico.
Il Comitato non esclude che il BRT possa produrre benefici una volta completato e afferma di augurarsi che l’intervento contribuisca realmente alla costruzione di una mobilità moderna e renda il centro storico più accessibile e piacevole da vivere e visitare. Proprio per questo, però, chiede che l’opera venga portata a termine e che sia comunicato chiaramente «quanto dobbiamo ancora aspettare e quanto dobbiamo ancora sacrificare».
Gli operatori pongono, inoltre, il tema delle responsabilità nel caso in cui, tra un anno, le criticità dovessero essere ancora irrisolte. «Se alla fine il BRT sarà davvero utile alla città, saremo i primi a dirlo», afferma il Comitato, che prospetta però anche la necessità di una valutazione critica qualora l’intervento dovesse rivelarsi, a suo giudizio, costoso o incapace di raggiungere gli obiettivi annunciati, arrivando a evocare anche la possibilità di riportare la città alla situazione precedente.
La presa di posizione si conclude con tre domande rivolte direttamente all’Amministrazione comunale: dove siano finiti i soldi destinati all’intervento, quando terminerà il cantiere e chi si assumerà la responsabilità di ciò che accadrà dopo la sua conclusione.
«I soldi pubblici non sono di chi li spende, sono dei cittadini», sottolinea il Comitato operatori centro storico Trapani, che su questi punti ha chiesto ieri una risposta pubblica entro le successive 24 ore, cioè oggi.

















