Laurea in Infermieristica, tornano a crescere le domande: +15% rispetto al 2025

(Adnkronos) – Tornano a crescere le domande d'iscrizione ai test d'ammissione per il Corso di laurea in Infermieristica, prove che si svolgeranno mercoledì 16 settembre in italiano e il giorno seguente in lingua inglese. Quest'anno anche la novità delle tre nuove lauree magistrali: Cure primarie e infermieristica di famiglia e comunità, Cure intensive e dell'emergenza, Cure neonatali e pediatriche. Secondo le prime stime, l'aumento delle domande – una media nazionale – è stato del 15% rispetto al 2025, quando si era assistito ad una flessione frutto anche delle nuove regole per l'ammissione a Medicina con l'introduzione del semestre filtro. Quest'anno la ripresa potrebbe aiutare anche il Servizio sanitario nazionale, cronicamente carente di professionisti. Secondo i dati ancora non definitivi che l'Adnkronos Salute ha avuto modo di analizzare, le domande finora pervenute per i test di Infermieristica sono almeno 21.500 su 20.676 posti disponibili: la buona notizia è che finalmente il numero di richieste torna a superare quello dei posti a bando, soprattutto al Sud e nei centri minori del Nord. L'auspicio degli addetti ai lavori, visto che parliamo di dati ancora non definitivi, è che si arrivi a superare le 22-23mila domande. Lo scorso anno le domande erano state 18.836 su 20.409 posti, un dato che aveva fatto preoccupare per l'impatto negativo – nei prossimi anni – di infermieri qualificati nel Ssn.  Come si è giunti ad invertire la rotta? Più fatti: il semestre filtro a Medicina che sembra 'digerito' dagli studenti; le università, le Regioni e gli Ordini provinciali degli infermieri hanno lavorato molto per fare reclutamento, con iniziative nelle scuole superiori e incentivi all'iscrizione; il lavoro dei media che hanno evidenziato la necessità di aumentare il numero di infermieri. Lo stesso presidente della Repubblica Sergio Mattarella, intervenuto a maggio scorso alle celebrazioni della Giornata internazionale dell'infermiere promossa dalla Fnopi (Federazione nazionale Ordini professioni infermieristiche) a Roma, ha avuto parole di elogio per la professione: "Il vostro lavoro quotidiano è un saldo punto di riferimento nella vita dell'intera comunità. Siete protagonisti di diritti sanciti dalla Costituzione. Curare la persona – curarla – e non soltanto la malattia è un cambio di prospettiva, che avvertiamo come un impegno più maturo e consapevole nella società". Sul problema delle carenze, Mattarella aveva rimarcato come questo "è un tema che non appare eludibile e che interpella formazione e considerazione della centralità di questa funzione. Perché questa funzione, la sua centralità, è essenziale per il corretto funzionamento della nostra società nel suo complesso”. Dall'analisi dei dati emergono però ancora dei coni d'ombra: i dati migliori sono al Sud dell'Italia e nei centri minori del Nord, mentre nelle grandi città molti posti rimangono vacanti. Alcuni esempi. All'università Federico II Napoli le domande sono 1.013 per 510 posti disponibili, il doppio; all'università di Cagliari sono 523 i candidati per 164 posti disponibili, il triplo; all'ateneo di Chieti 393 domande per 253 posti; a Cosenza 382 domande per 182 posti; a Udine 292 domande per 204 posti, quasi 100 domande in più rispetto allo scorso anno; all'università del Piemonte Orientale 452 domande per 426 posti, qui il rapporto è quasi di 1 a 1, ma le candidature lo scorso anno furono erano state 315. Un bel salto. E le grandi città? Se si osservano i numeri di Roma, dove i posti da coprire sono tanti e ci sono anche atenei privati, il discorso cambia. L'università Sapienza migliora di 300 domande il dato dello scorso anno, ma si ferma comunque a 1.351 domande per 2.545 posti disponibili. Ci sono meno candidati dei posti messi a disposizione. Nell'ateneo Tor Vergata, pur avendo diminuito i posti a 725, sono arrivate solo 583 domande, in linea con scorso anno, ma ancora insufficienti a coprire il numero.  
—universitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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