Lampedusa, 70 mila euro alla scuola: e le altre isole?

Un sostegno mirato per ridurre gli svantaggi legati all’insularità e permettere agli studenti delle Pelagie di partecipare con maggiore facilità ad attività culturali, formative ed educative sulla terraferma. È l’obiettivo dei due interventi destinati dalla Regione Siciliana all’istituto omnicomprensivo Luigi Pirandello di Lampedusa e Linosa per l’anno scolastico 2026-2027.

La parte più consistente, 60 mila euro, finanzia il progetto Più vicini, più cittadini. Le risorse serviranno ad abbattere i costi degli spostamenti che possono limitare la partecipazione degli alunni a esperienze come il Salone del Libro di Torino, il Giffoni Film Festival e altre iniziative fuori dall’arcipelago. Il finanziamento è stato formalizzato dal Dipartimento regionale dell’Istruzione con un provvedimento del 27 agosto.

A questa somma si aggiungono 9.500 euro di patrocinio per proseguire il percorso di formazione e innovazione sociale avviato a maggio, finalizzato alla costruzione di un Patto educativo di comunità per Lampedusa e Linosa. L’obiettivo dichiarato dall’assessore regionale all’Istruzione Mimmo Turano è garantire agli studenti delle isole minori opportunità il più possibile equivalenti a quelle disponibili sulla terraferma.

Il percorso che ha portato al nuovo stanziamento passa anche dall’incontro di martedì 18 agosto a Sciacca con i dirigenti scolastici della provincia di Agrigento, organizzato dall’Anp. In quella sede il preside del Pirandello, Alfio Russo, ha rappresentato direttamente a Turano le difficoltà affrontate da chi insegna e studia in una realtà insulare.

Il provvedimento apre però una questione più ampia. Se la continuità territoriale degli studenti è considerata un diritto e l’insularità costituisce uno svantaggio concreto, un analogo meccanismo potrà essere garantito anche alle scuole delle Eolie, delle Egadi, di Ustica e Pantelleria?

La domanda non significa che le altre comunità scolastiche siano rimaste finora prive di interventi regionali. La Sicilia ha già attivato programmi destinati complessivamente agli istituti statali delle isole minori. La terza edizione degli interventi varata con la circolare regionale 23 del 18 ottobre 2024, per esempio, riguardava gli anni scolastici 2024-2025 e 2025-2026 e prevedeva laboratori, visite didattiche, gemellaggi, attività inclusive e iniziative per ampliare l’offerta formativa nei territori insulari.

E quei finanziamenti risultano ancora nella macchina amministrativa regionale: la settimana scorsa, mercoledì 26 agosto, il Dipartimento dell’Istruzione ha disposto anche una liquidazione relativa a quella misura per l’istituto superiore Isa Conti Eller Vainicher di Lipari.

Il punto, dunque, è un altro: capire se l’esperienza di Lampedusa possa diventare un modello stabile per il nuovo anno scolastico, con risorse specifiche destinate alla mobilità degli studenti di tutte le piccole isole siciliane. Perché il costo di un traghetto, di un aliscafo, di un trasferimento e di un pernottamento può trasformarsi in una barriera educativa tanto alle Pelagie quanto alle Egadi, alle Eolie, a Ustica o Pantelleria. Se l’obiettivo è la parità delle opportunità, il prossimo passo potrebbe essere quello di rendere strutturale e omogeneo il sostegno, pur calibrandolo sulle differenti esigenze di ciascun territorio.

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