La notte dei lunghi coltelli: l’assessore Emanuele Barbara si dimette

Emanuele Barbara, pluriassessore del Comune di Trapani, si è dimesso.

Rumors annunciavano questa decisione da alcuni giorni. La motivazione risiede nella ormai tristemente famosa querelle sulla convenzione per l’affidamento del Pala Daidone nata tra Comune e Trapani Shark.

In una diretta Fb, Barbara ha dichiarato di ritenere ancora valido il documento firmato tra le due parti quando la squadra di basket era una società dilettantistica – poi trasformatasi in Srl –  che, viceversa, sembrerebbe strumentalizzato e divenuto una questione personale tra il sindaco Tranchida e il patron granata.

L’annuncio – condito da inviti al sindaco a ripensarci, pena il danno erariale – è arrivato subito dopo la pubblicazione dell’audio di una telefonata privata tra l’ormai ex assessore e Valerio Antonini, audio diffuso urbi et orbi dallo stesso presidente.

Una telefonata il cui contenuto sembrerebbe evidenziare un rapporto mai interrotto tra i due, nonostante gli #sbarbariamoci del patron granata che sembrava attendere le dimissioni.

Il tono di Barbara era mesto, ma non ha lesinato accuse pesanti all’amministrazione comunale di cui ha fatto parte, definita “monarchica”.

“Non sono disponibile a firmare nessuna delibera nella quale si pensava di rifare un bando per l’assegnazione del Pala Shark”, ha dichiarato l’ex assessore.
Chissà che le minacce di Antonini sul denunciare gli assessori firmatari per responsabilità personale abbiano colpito nel segno.

Di rito – e retorico – il voto d’amore per la città e la rinuncia alla una ricca indennità di incarico. Barbara ha tentato di ricostruirsi un’immagine in un solo passaggio: smarcandosi da un’amministrazione poco amata in città e da un sindaco che non può ricandidarsi e quindi incidere nelle prossime amministrative.
Ma, soprattutto, si smarca da un futuro progetto politico che non lo vedrà protagonista.

“Ho sempre avuto l’ambizione di fare il sindaco di Trapani – ha detto Barbara – ma ho capito in particolar modo negli ultimi giorni che in realtà a Palazzo D’Alì è tutto già stabilito, in questa maggioranza è tutto stabilito”.

Già da giorni a Trapani girano voci su papabili candidati per le prossime amministrative. Papabili che annoverano nomi eccellenti, tra i quali l’indimenticato Mimmo Fazio (risolte le questioni giudiziarie, n.d.r.), Valerio Valenti o lo stesso Antonini, l’ex presidente dello IACP Enzo Scontrino. Il quale risulterebbe certamente meno divisivo di Barbara, in una ipotetica coalizione riveduta e corretta del 2018.

Nomi che girano, magari fantasiosi, ma tra questi non ci sarebbe comunque l’assessore pluridelega, al momento sempre autocandidatosi a Palazzo D’Alì.

Le Amministrative a Trapani sembrano sempre più prossime e non per la mozione di sfiducia, quanto per le ambizioni di Tranchida verso Palazzo dei Normanni, dove Schifani è sempre più in bilico. Infatti, per candidarsi alle prossime regionali, il sindaco dovrà dimettersi un anno prima.

Lo sostiene anche Barbara: “Penso che sia opportuno tornare a votare perché il governo è assolutamente in impasse e onestamente non credo che si possa andare avanti a suon di documenti. […] Io credo che non mancherà molto alla prossima scadenza elettorale ”.

Ad ora, dai contatti col gruppo consiliare “Rigenerazioni”, si percepisce sgomento e stupore. Nelle prossime ore il gruppo incontrerà il  sindaco Tranchida.
Ma se il riserbo è d’obbligo, si può ipotizzare che si rinnovi lealtà al progetto elettorale. Chi sperava di acquisire altri voti per la mozione di sfiducia, potrebbe rimanerne deluso.

Cosa farà Barbara, adesso? Non è uomo da panchina. Sostiene che non andrà in “Futuro”. Si inventerà un’associazione, un progetto civico. Sicuramente attenderà sulla riva del fiume un nuovo progetto da abbordare.

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