La Corte Costituzionale dichiara illegittimo il subentro dei Comuni all’EAS

Con la sentenza 231/2020 depositata venerdì scorso, 6 novembre, la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 4 della legge regionale 16 del 2017 con cui i Comuni siciliani venivano costretti a subentrare all’Eas nella gestione del servizio idrico, prendendo in consegna le reti e gli impianti.

La questione è stata sollevata dal Tar Palermo nell’ambito di un ricorso contro gli atti con cui i commissari ad acta inviati dal Governo regionale hanno preso in consegna le reti dell’Eas in nome e per conto dei Comuni che si sono rifiutati, anche sotto il profilo della carenza di risorse finanziarie e tecniche, a subentrare in una gestione dell’ente regionale.

A darne notizia è la sindaca di Erice Daniela Toscano che commenta: “Ritengo che si tratti di un risultato soddisfacente. La Corte costituzionale, infatti, ha accolto il dubbio di illegittimità costituzionale che i Comuni di Buseto, Erice, Favignana, Castellammare, San Vito Lo Capo, Salemi hanno sollevato nei loro ricorsi. I Comuni non possono, quindi, essere obbligati dalla Regione Siciliana a svolgere un servizio al suo posto, peraltro dopo decenni di abbandono”.

La Corte Costituzionale ha accolto il profilo di censura di violazione dell’art 117 lett. e) della Costituzione, per il tramite del contrasto con le norme statali di cui agli articoli 147 e 149bis del Codice dell’ambiente, che introducono il principio, non derogabile dalla Regione Siciliana in quanto attinente alla materia della concorrenza, dell’unicità della gestione del servizio idrico integrato su base d’ambito: attuare la legge regionale, invece, comporta la frammentazione delle gestioni dato che ogni Comune subentra all’Eas nella gestione limitata al proprio territorio.

La Corte ha inoltre sottolineato “l’evidente contrasto con il principio costituzionale di correlazione fra funzioni e risorse e con il principio di equilibrio dei bilanci pubblici”, dal momento che si obbligherebbero i Comuni siciliani ad assumere la gestione degli impianti e delle reti idriche dall’Eas senza correlare a tale trasferimento di funzioni il trasferimento delle necessarie risorse finanziarie e umane; in tal modo, le norme censurate renderebbero “per l’ente comunale impossibile la gestione del servizio conforme al parametro del buon andamento nel rispetto della propria autonomia finanziaria e dell’equilibrio del proprio bilancio”.

La trattazione nel merito dei ricorsi al Tar dei Comuni del Trapanese era stata sospesa proprio nell’attesa della pronuncia dei giudici costituzionali. “Ora – conclude la sindaca – attenderemo con particolare fiducia il 15 dicembre quando tutti i ricorsi saranno discussi e decisi davanti al Tar che finora, per due volte, aveva già accolto le nostre istanze cautelari di sospendere provvisoriamente gli atti di prepotenza della Regione che vorrebbe lasciare la situazione nel disastro attuale, accollandone i costi e le responsabilità ai Comuni”.