Partecipatissima conferenza stampa questa mattina nella sala “Fulvio Sodano” di Palazzo D’Alì.
Alla presenza di una cinquantina di spettatori tra stampa locale, buona parte della Giunta e consiglieri che sostengono il primo cittadino, presente anche qualche trapanese interessato alla vicenda, il sindaco Giacomo Tranchida, da solo al tavolo, e supportato dalla silente presenza dell’ingegnere Orazio Amenta in prima fila, ha esposto l’ultimo aggiornamento della complicata vicenda relativa all’affidamento in concessione dell’impianto sportivo di piazzale Ilio: il Palazzo Comunale dello Sport, intitolato ad “Ettore Daidone”, dove gioca la squadra di pallacanestro Trapani Shark.
In fondo all’articolo i link alle due seguitissime dirette realizzate da TrapaniSì sui social Youtube e Facebook.
Durante la conferenza stampa di oggi indetta dal sindaco Giacomo Tranchida sullo stato dell’arte della convenzione tra Comune e Trapani Shark Srl per l’affidamento del Pala “Daidone”, è stato annunciato l’avvio della procedura di decadenza e risoluzione della concessione del Palazzetto.
Un passaggio formale che arriva dopo mesi di tensione pubblica, rimbalzi mediatici e di responsabilità, pareri del notariato e pro veritate dell’una e dell’altra parte in causa.
In un’aula “Sodano” come detto, gremita di giornalisti, rappresentanti istituzionali e funzionari, tra i quali il RUP Orazio Amenta, Tranchida, ha ricostruito la sequenza amministrativa che secondo il Comune ha portato all’attuale situazione.
Il primo cittadino ha ribadito che la decisione non rappresenta uno scontro personale o politico con la società sportiva, ma una conseguenza degli atti e dei vincoli normativi sulle concessioni pubbliche, chiariti il 25 ottobre scorso anche dall’ANAC, con riferimento all’art.5 che prevede che l’affidamento gratuito di un impianto pubblico possa avvenire solo verso società senza scopo di lucro.
Il sindaco ha parlato di “processo inevitabile” motivandolo con esigenze di trasparenza e rispetto delle regole, che non hanno nulla a che fare con il sostegno alla squadra di basket o con la disponibilità ad accogliere imprenditori che vogliano investire sul territorio.
Tra queste esigenze di trasparenza, torna il tema delle bollette e delle rendicontazioni, che rientrano tra gli obblighi contrattuali di certificare consumi e spese. Tra le spese, ha sottolineato Tranchida, possono rientrare anche le somme anticipate dall’imprenditore per l’impianto antincendio, diventato anche questo quasi una leggenda metropolitana.
Ma il tema centrale resta la soluzione a questa diatriba. La soluzione esiste, ha detto Tranchida, era praticabile mesi fa e potrebbe esserlo anche adesso, basterebbe separare la gestione dell’impianto dalla società sportiva professionistica.
Questo scenario – per altro anticipato mesi fa anche in un nostro editoriale, che ha raccolto invece il dileggio del patron granata –consentirebbe il rispetto del quadro normativo, evitando la commistione fra attività dilettantistica e attività a scopo di lucro.
Tranchida ha confermato che la Trapani Shark potrà completare la stagione al Pala Daidone, rivendicando la tutela dell’interesse sportivo, della tifoseria e della sicurezza. “La maglia granata giocherà a Trapani” ha assicurato.
Al di là degli aspetti tecnici, Giacomo Tranchida ha rappresentato anche serie preoccupazioni per un clima di fortissima tensione in cui sta vivendo la città, dai consiglieri comunali destinatari di offese e minacce agli organi di stampa, che subiscono una pressione mediatica importante.
Una tensione che non avrebbe motivo di esistere, come non ha motivo lo scontro animato dal presidente di Sportinvest contro l’amministrazione o privati cittadini.
E non è mancato nemmeno il riferimento a Emanuele Barbara: l’ex assessore, ha ricordato il sindaco, ha operato con una particolare solerzia, ai limiti del pressing sugli uffici – per usare un gergo in tema – lui si è occupato della questione bollette.
Forse, il responsabile di continui fraintesi ed incomprensioni, chiamiamoli così, andrebbe cercato altrove? E perché la società, con fior fiore di consulenti e legali, non ha mai voluto trovare e percorrere soluzioni alternative di anche facile individuazione?
In chiusura, il sindaco ha affermato che la città meriterebbe delle scuse da chi ha trasformato – secondo la sua lettura – un confronto tecnico in un conflitto mediatico, con toni sopra le righe e polarizzazione crescente.
“Il Comune continuerà a camminare su un’autostrada di correttezza e legalità ed eviterà sempre le trazzere che non portano da nessuna parte”, ha concluso il sindaco con una metafora.
Morale della favola, Trapani Shark Srl avrà 30 giorni di tempo per fornire tutta la documentazione richiesta già da tempo dagli uffici comunali, proporre una soluzione alternativa – che l’amministrazione è disponibile a valutare con grande apertura – e superare, una volta per tutte, una querelle che ormai sta assumendo i profili della pretestuosità.
Alla fine della conferenza stampa, il gruppo dei tifosi “Trapanesi Granata” dirama una nota in cui sostiene che l’amministrazione abbia oggi inferto “un colpo mortale al basket trapanese”, ed annunciando “uno stato di agitazione”. Da parte sua, il presidente di Sportinvest annuncia di aver inviato fatture di milioni di euro di rimborso al Comune, per le ristrutturazioni effettuate al Palazzetto.
Insomma, nonostante tutto l’asticella dello scontro non si abbassa, gli animi si scaldano sempre di più e la sensazione plastica è che non si voglia davvero trovare una soluzione condivisa. Sembra proprio che si voglia fingere di non capire e che, a questo punto, per il presidente granata esista solo una soluzione, solo una verità, la sua.
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Eppure, la soluzione alla vicenda, in tempi non sospetti, era il giorno di Ferragosto 2025, l’editore di TrapaniSì Bruno Conforti, l’aveva individuata e suggerita sia a Tranchida che ad Antonini in questo editoriale:
Divorzio all’italiana: Antonini e Tranchida… E se bastasse una scissione?

















