Italia Viva, lite a colpi di querele tra Caterina Loria e Rossana Titone

Il gruppo di Italia Viva, almeno in provincia di Trapani, rischia di implodere prima ancora di partire. Sono tanti, infatti, i veleni che sembrano straboccare dal gruppo Whatsapp che riunisce i simpatizzanti del movimento fondato dall’ex premier Matteo Renzi.

E quando i galli (anche se in questo caso si tratta di due donne) sono più di uno nel pollaio, lo scontro è inevitabile.

Le protagoniste in questo caso, sono Caterina Loria, da sempre simpatizzante di Italia Viva, e Rossana Titone, collaboratrice di un portale giornalistico marsalese.

La ristoratrice valdericina, nei giorni scorsi, ha querelato la “collega” di partito che, a suo dire avrebbe leso la sua libertà di espressione e di movimento.

Nella querela, Caterina Loria accusa la marsalese: “Mi viene impedito di vivere in modo sereno, provocandomi un continuo stato di ansia e di preoccupazione per la mia integrità fisica e mentale. Motivo per cui sono costretta a vivere nella paura di dover subire un danno ingiusto”.

Insomma, frecciatine su Facebook, chat, screenshot di Whatsapp sono stati consegnati ai Carabinieri. Contattata, Loria non smentisce, anzi aggiunge: “Insieme al mio avvocato, ho deciso di sporgere una querela per tutelare a pieno la mia persona. Sono stati commessi reati gravissimi nei miei confronti: dall’aggressione verbale e alle minacce. È stata lesa la mia libertà – afferma Loria – e provocato uno stato di stress ed ansia che, nel caso di una ragazza con fragilità, non è il massimo. È stata lesa la libertà personale della sottoscritta intesa come impossibilità a vivere in modo tranquillo senza sentirmi in pericolo”.

Rossana Titone, ex coordinatrice di collegio di Forza Italia che comprendeva Marsala, Petrosino e Pantelleria, ora militante del nuovo movimento politico renziano, di contro, da noi interpellata, annuncia una contro querela.

“Ho già parlato con la mia avvocata, Valentina Villabuona, e stiamo preparando un esposto contro Caterina Loria. Ho depositato tutto il contenuto della chat del gruppo Whatsapp dove io non le ho mai impedito di esprimere le proprie idee. L’ho redarguita dicendole che, da qui a breve, ci sarebbero stati due coordinatori provinciali, cioè Giacomo Scala e Francesca Incandela, ed era giusto che loro due avessero il compito di traghettare il partito nelle varie fase iniziali”.

Insomma, un inizio scoppiettante per Italia Viva in provincia di Trapani.