Ridurre il prezzo alla pompa per alleggerire le spese di residenti e imprese delle isole minori siciliane. Era questo l’obiettivo dell’emendamento presentato dai deputati regionali Dario Safina, del Partito Democratico, e Cristina Ciminnisi, del Movimento 5 Stelle, nell’ambito della variazione di bilancio 2026.
Safina ne denuncia la bocciatura e attacca il Governo regionale guidato da Renato Schifani, accusandolo di non dare risposte concrete alle comunità insulari.
La misura, sostenuta dai gruppi parlamentari di PD e M5S, prevedeva l’istituzione della Carta Carburante Isole Minori attraverso la Carta Regionale dei Servizi. Il meccanismo avrebbe consentito uno sconto diretto di 0,33 euro al litro su tutte le tipologie di carburante per autotrazione.
L’agevolazione era articolata in due componenti: 13 centesimi al litro come compensazione del gettito IVA e altri 20 centesimi come indennità di insularità e ristoro per i maggiori costi di logistica e stoccaggio. La copertura proposta era di un milione di euro all’anno per il triennio 2026-2028.
Per Safina, l’intervento avrebbe rappresentato una risposta al divario economico che pesa su chi vive e lavora nelle isole minori. Il deputato contesta la scelta di respingere questa spesa all’interno di una manovra che, secondo il comunicato, mette a disposizione circa 640 milioni di euro per nuovi interventi ed è attesa in Aula nella settimana successiva.
La critica si estende alle politiche per l’economia del mare. Safina chiama in causa anche il ministro Nello Musumeci e sostiene che gli annunci sulla Blue economy e sul rilancio dei territori costieri debbano accompagnarsi a misure capaci di ridurre i costi quotidiani sostenuti dalle comunità isolane.
Il parlamentare richiama inoltre l’articolo 119 della Costituzione e il riconoscimento degli svantaggi derivanti dall’insularità. In questa prospettiva presenta la proposta come uno strumento di equità territoriale, necessario per compensare almeno parte degli oneri aggiuntivi affrontati da famiglie e attività economiche.
Safina annuncia che continuerà a sostenere l’iniziativa dentro e fuori dall’Assemblea regionale. Lo sconto descritto resta una misura proposta: la nota ne riferisce il mancato accoglimento, senza indicare l’attivazione di alcuna agevolazione.

















