Innalzamento età pensionabile dei cavatori, protesta del sindacato

TRAPANI – “E’ vergognoso e inaccettabile che, dopo aver costretto gli operai edili a stare sulle impalcature fino a 67 anni, il Governo Monti abbia anche previsto di innalzare, nel decreto salva Italia, l’età pensionabile ai cavatori”. Questo il commento del segretario della Fillea Cgil di Trapani Franco Colomba a seguito della decisione del Consiglio dei ministri di innalzare di un anno, da 55 a 56 anni, l’età per la pensione di coloro che svolgono attività estrattiva all’interno delle cave di marmo. Ai cavatori, fino ad ora, è stata data la possibilità, avendo maturato 35 anni di contributi e 10 anni di attività continuativa, di anticipare l’età pensionabile proprio in virtù del fatto che il lavoro estrattivo è considerato fortemente usurante.

Annunciando la mobilitazione dei lavoratori, il segretario della Fillea Cgil ha, dunque, richiamato l’attenzione su una decisione che vede il territorio trapanese, il cui bacino marmifero conta circa cento cave, particolarmente coinvolto. “Accanirsi su categorie che hanno la più bassa aspettativa di vita – ha detto Colomba – non è tollerabile poiché non si può ottenere un equilibrio di bilancio del sistema pensionistico colpendo coloro che svolgono lavori usuranti”. La Fillea – Cgil ha annunciato che, nei prossimi giorni, saranno programmate iniziative volte a contestare l’innalzamento dell’età pensionabile per gli edili e per i cavatori.