L’incendio che ha colpito Montagna Grande riaccende il dibattito sulla gestione e la tutela del patrimonio boschivo siciliano.
A intervenire con toni duri sono i segretari generali di Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil Trapani, Giovanni Di Dia, Massimo Santoro e Leonardo Falco, che definiscono il rogo «un disastro annunciato» e puntano il dito contro le carenze del sistema regionale di prevenzione.
Secondo i rappresentanti sindacali, il grave incendio che ha devastato una delle aree naturalistiche più importanti del Trapanese avrebbe potuto essere evitato attraverso una programmazione più efficace e investimenti adeguati nella cura e nella manutenzione del demanio forestale.
Per i sindacati, la tutela dell’Ambiente non può limitarsi agli interventi successivi alle emergenze, ma richiede una strategia strutturale e continuativa. Da tempo, spiegano, vengono sollecitate una riforma del settore forestale e misure concrete per rafforzare la salvaguardia del territorio, richieste che finora non avrebbero trovato risposte sufficienti da parte del governo regionale. Nel contempo, Flai, Fai e Uila esprimono piena riconoscenza verso gli operatori impegnati nelle operazioni di spegnimento e di messa in sicurezza dell’area. Un ringraziamento viene rivolto ai lavoratori forestali, ai Vigili del Fuoco, alla Protezione Civile e ai volontari che hanno operato in condizioni particolarmente difficili per contenere l’avanzata delle fiamme.
I segretari evidenziano, inoltre, la necessità di garantire maggiori tutele a questi operatori, spesso chiamati a intervenire in situazioni complesse con organici ridotti e mezzi non sempre adeguati, sottolineando l’importanza della stabilizzazione occupazionale e della sicurezza sul lavoro.
Le organizzazioni sindacali hanno annunciato l’intenzione di chiedere un confronto urgente con le Istituzioni competenti per definire un piano straordinario di presidio, manutenzione e messa in sicurezza delle aree boschive di tutta provincia di Trapani con l’obiettivo di prevenire il ripetersi di emergenze che rischiano di compromettere in modo irreversibile il patrimonio ambientale del territorio.
















