Il trapanese che disse no ai nazifascisti, una Medaglia d’Onore per Ignazio Monticciolo

Numerosissime le iniziative di ieri per la Giornata della Memoria". Tra queste, la consegna della Medaglia al nipote di un IMI, acronimo di “Internati Militari Italiani”

Ignazio Monticciolo era un trapanese. Era uno di quei trapanesi che fu richiamato alle armi (dopo il servizio di leva) e, si imbarcò a Bari per sbarcare a Durazzo. Partecipò dal 28/10/1940 al 23/04/1941 alle operazioni di guerra svoltesi alla frontiera grecoalbanese con la 37^ Sez. Sussistenza mobilitata.

Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, fu catturato prigioniero a Patrasso (Grecia) dalle F.F.A.A. tedesche il 12 settembre 1943 e venne internato nello Stammlager IV/D a Saale Merseburg, Blocco 19-57-, in Germania, con il numero di matricola 245983, dove rimase dal settembre del 1943 fino all’aprile del 1945.

Ignazio Monticciolo era un IMI, acronimo che sta per “Internati Militari Italiani”. Fu la fedeltà alla Patria che spinse il giovane Ignazio a dire “NO” ai nazifascisti.

Furono quasi due anni di resistenza, fatta di patimenti, sofferenze, fatica, freddo e tanta, tanta fame. Costretto a lavorare in una fabbrica di aeroplani militari, in condizioni disumane, non mancò dal mettere in atto tentativi di ostacolare e rallentare la macchina della produzione bellica nazista.

Fu liberato dagli Americani il 12/04/1945 e rimpatriato il 12 giugno dello stesso anno. Dopo un lungo ed estenuante viaggio di ritorno, arrivò a Trapani nel giugno 1945.

Ieri, con Decreto del Presidente della Repubblica del 15 dicembre 2020, gli è stata conferita la Medaglia d’Onore, consegnata al nipote Giuseppe Monticciolo dal Prefetto di Trapani, Tommaso Ricciardi.

Quella di Ignazio Monticciolo è solo una delle tante storie della “Giornata delle Memorie”. Sono state numerosissime le iniziative che ieri si sono sviluppate (soprattutto online). L’ANPI di Trapani ha incontrato 4 istituti.

A Marsala la sezione locale dell’Anpi, il circolo Arci Scirocco e Rifondazione Comunista hanno chiesto al sindaco, Massimo Grillo, di far cancellare le numerose scritte e le simbologie di chiara matrice nazifascista (svastiche e croci celtiche) che, da anni, compaiono sui muri della città e da ultimo persino sul tronco di un vecchio albero in piazza della Vittoria (Porta Nuova). «Le svastiche, le croci celtiche, le sigle neofasciste – si legge nella lettera inviata al sindaco di Marsala – rimandano a un immaginario che fa riferimento a quel passato che non può essere riscritto Rimuovere queste scritte significa favorire un percorso in difesa della democrazia e impedire il ritorno di qualsiasi forma di tirannia e assolutismo».

«Tramandare alle nuove generazioni la storia di quanto accaduto – afferma il sindaco di Mazara del Vallo Salvatore Quinci – è nostro dovere. L’episodio accaduto nei giorni scorsi nel plesso “Rizzo Marino” del quarto circolo didattico “Giovan Battista Quinci” è intollerabile perché testimonia una parte della società che ancora vive nella piena decadenza culturale».