Il respiro dell’organo: la musica che “vive” nei santuari e nelle chiese [AUDIO]

Il maestro Leonardo Nicotra, organista e promotore culturale, racconta la nascita e il successo di una rassegna musicale che riporta nell’aria il suono degli organi storici di Trapani. Un’iniziativa che unisce arte, spiritualità e divulgazione: brevi concerti gratuiti, accompagnati da guide all’ascolto, nel santuario dell’Annunziata e nella chiesa di San Giuseppe, a poche centinaia di metri l’uno dall’altra e popolarmente conosciute come “La Madonna” e “i Rosmini”. Con il maestro Nicotra, anche la professoressa Ivana Inferrera su invito ed ospitalità dei padri carmelitani, per un viaggio nella musica d’organo che diventa esperienza d’anima.
Altri dettagli nella notizia: Trapani, “Mezz’ora di musica d’organo all’Annunziata” 
Per ascoltare il podcast dell’intervista schiaccia PLAY:

Maestro Nicotra, come nasce questo progetto di musica d’organo al Santuario dell’Annunziata?
Nasce dal desiderio di far rivivere strumenti che, pur essendo presenti in quasi tutte le chiese, sono ormai dimenticati o danneggiati. Al Santuario della Madonna, dove esistono due organi funzionanti e una sensibilità particolare verso la musica, abbiamo trovato terreno fertile per riprendere una tradizione quasi scomparsa. Dopo il successo dello scorso anno, con ben quindici appuntamenti, abbiamo deciso di proporre una seconda edizione che, oltre all’Annunziata, prevede anche una replica alla chiesa di San Giuseppe ai “Rosmini”.

Ogni quanto si svolgono gli appuntamenti e in che formato?
Gli incontri si tengono il secondo e il quarto martedì di ogni mese. All’Annunziata dalle 17.30 alle 18.00, e ai Rosmini dalle 18.30 alle 19.00. Sono momenti brevi ma intensi, pensati proprio per non affaticare l’ascoltatore e farlo entrare, piano piano, nel mondo dell’organo. Ogni concerto è preceduto da una presentazione a cura della professoressa Ivana Inferrera, che introduce l’ascolto e racconta gli autori e le opere eseguite.

Qual è il programma musicale di questo appuntamento di ottobre?
Per questo incontro proporrò l’Adagio in sol minore attribuito a Tommaso Albinoni, in versione per organo solo, e la Toccata e fuga in re minore di Johann Sebastian Bach, un capolavoro che rappresenta l’essenza stessa dell’organo, con la sua potenza e la sua drammaticità.

C’è un messaggio dietro questa iniziativa?
Assolutamente sì. L’organo non è solo uno strumento liturgico o da cerimonia: è un universo sonoro che appartiene al patrimonio culturale e spirituale della nostra città. Se un organo non suona, muore. Il nostro obiettivo è farlo vivere, farlo respirare, permettere a chiunque di riscoprirne la voce autentica.

Quanto costa partecipare a questi concerti?
Nulla. Gli appuntamenti sono completamente gratuiti. Non chiediamo denaro, ma presenza e ascolto. Queste iniziative nascono dall’amore e dalla passione, e questo entusiasmo ci permette di superare tutte le difficoltà organizzative.

Altrove in Europa concerti simili sono a pagamento. Trapani potrà arrivare a quel livello di riconoscimento?
Speriamo di sì. Ma oggi vogliamo solo far capire alla gente che esiste questa possibilità, che nella loro città ci sono strumenti straordinari che possono tornare a vivere. È un primo passo, ma necessario. Da qui può nascere una nuova attenzione, un nuovo modo di fare cultura e bellezza.

Un invito finale per gli ascoltatori?
Venite a trovarci, anche solo per mezz’ora. Entrate in chiesa non solo per la fede, ma per l’arte, per l’armonia. L’organo vi parlerà, e vi sorprenderà ogni volta in modo diverso.

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