Ieri sera ero già a letto. Come quasi tutte le sere, prima di dormire, spengo il telefono. Solo che ieri… me ne ero dimenticato. Stavo finalmente prendendo sonno quando sento una vibrazione sul comodino. Apro un occhio. Prendo il telefono…
Messaggio di mio figlio: “Papà… mi apri la macchina con il telecomando?”
Premo il pulsante. La macchina si apre. Il sonno, invece, decide di andarsene. Per sempre!
Già che il telefono era acceso, faccio il più classico degli errori. Apro Facebook. Due minuti e torno a dormire, mi dico. Come no…
La prima cosa che leggo è il titolo di un articolo.
“Antonini Shock mi dimetto non giocherò piu a Trapani”
Fine della notte. In casa dormivano tutti. Io, invece, avevo il cervello che correva. Con chi ne parli alle undici e mezza di sera? Con nessuno. O meglio… Con ChatGPT.
In fondo lo conosco bene. L’avevo già “maltrattato” ai tempi dell’Osservatorio TG Antonini, quando gli facevo analizzare conferenze stampa, dichiarazioni, numeri e promesse. Questa volta, però, non volevo discutere di Antonini. Volevo discutere delle carte.
Anzi, a dirla tutta, non mi fidavo nemmeno del mio giudizio. Con Valerio Antonini ho avuto vicende personali e professionali troppo importanti. Sarebbe stato facile leggere quei documenti cercando conferme alle idee che mi ero già fatto. Oppure liquidare tutto con un semplice: “È il solito Antonini…”
Sarebbe stato anche comodo. Forse, lo ammetto, avrei perfino potuto provarne una certa soddisfazione. E invece ho deciso di fare il contrario. Gli ho caricato tutta la documentazione che, negli ultimi mesi, avevo raccolto per predisporre i miei esposti al Libero Consorzio.
Il decreto di concessione dello Stadio Provinciale. La convenzione. Il bando del 2024. Le note tra il Libero Consorzio e gli avvocati del Trapani. L’ultima nota dell’Avvocatura. Insomma… non gli ho raccontato la storia. Gli ho fatto leggere le carte.
Poi gli ho scritto una sola frase. “Leggile e dimmi una cosa. Siamo davanti al solito Valerio Antonini che urla al complotto oppure c’è qualcosa che merita davvero di essere approfondito?”
La risposta non è arrivata subito. Prima ha iniziato a leggere. Pagina dopo pagina. Ed è stato lì che è successo qualcosa che non mi aspettavo. Mi ha fatto smettere di guardare Antonini. E mi ha costretto a guardare gli atti. La prima osservazione riguardava un dettaglio che, in realtà, dettaglio non è.
Nel 2020 lo Stadio Provinciale viene concesso al Dattilo Calcio per un corrispettivo di circa 40 mila euro. Successivamente cambia tutto. La nuova convenzione porta il valore della concessione a 130 mila euro l’anno. Ma contemporaneamente introduce un meccanismo molto particolare. Quel canone può essere compensato con gli interventi di manutenzione straordinaria eseguiti dal concessionario, fino ad un massimo di 260 mila euro.
A quel punto ChatGPT mi scrive una frase che, sinceramente, non avevo considerato. “Questa non sembra una normale concessione. Sembra un modello costruito per incentivare un imprenditore a investire sul patrimonio pubblico.”
In effetti è difficile non porsi la domanda. Se io, Pubblica Amministrazione, dico a un imprenditore che il canone può essere compensato con gli investimenti, quale messaggio gli sto dando? Che investire conviene. Che quelle spese entreranno nell’equilibrio economico del rapporto.
Poi arriva un altro documento. Nel decreto si legge che il Libero Consorzio è perfettamente consapevole che la società abbia manifestato l’interesse a una concessione trentennale. Attenzione. Questo non significa che fosse stata promessa. Ma significa che l’Amministrazione sapeva di avere davanti un soggetto che ragionava con un orizzonte di lungo periodo.
E allora mi sono fermato. Perché un imprenditore, quando investe, non guarda all’anno prossimo. Guarda ai prossimi dieci o vent’anni.
Poi arriva il 2024. E il quadro cambia radicalmente. Nuovo bando. Nuove condizioni. Nuovi obblighi. Nuova filosofia gestionale.
ChatGPT, anche qui, non prende posizione. Mi dice una cosa molto semplice. “Una Pubblica Amministrazione può cambiare le proprie scelte. Quello che, però, non emerge chiaramente dagli atti che mi hai sottoposto è la motivazione di questo cambio così radicale.”
Poi gli carico anche l’ultima nota del Libero Consorzio. L’Ente apre alla possibilità di far giocare il Trapani al Provinciale. Ma pone alcune condizioni. Pagamento preventivo delle utenze. Pagamento anticipato per ogni utilizzo. Uso limitato dell’impianto. Nessun effetto sul contenzioso.
Anche qui ChatGPT non dà risposte. Fa domande. E, incredibilmente, sono le stesse che ormai mi facevo anch’io. Siamo davvero sicuri che, nell’interesse della collettività, la soluzione migliore sia quella di non far giocare il Trapani al Provinciale se prima non paga somme che sono oggetto di un contenzioso?
Chi sosterrà, nel frattempo, i costi della custodia? Della manutenzione? Della sorveglianza? Chi si prenderà cura di uno stadio che oggi, comunque la si pensi, è diventato uno degli impianti sportivi più belli della Sicilia? E se il processo dovesse durare due anni? Tre? Cinque?
Qual è oggi il vero interesse pubblico? Far decidere tutto al tribunale è inevitabile. Ma il tribunale deciderà chi deve pagare chi. Non deciderà se lo stadio, nel frattempo, debba vivere oppure restare chiuso.
Ed è proprio qui che, per la prima volta, ChatGPT non è riuscito a darmi una risposta. Perché probabilmente una risposta non esiste.
Esiste soltanto un punto di equilibrio che, oggi, nessuno sembra voler cercare.
Sono ancora convinto che sarà un giudice a stabilire chi abbia ragione. Ma, alla fine di quella lunga conversazione notturna, sono arrivato anche a un’altra convinzione. Quella che avevo scritto nel titolo.
Il peggior nemico di Valerio Antonini continua ad essere… Valerio Antonini.
Perché il suo modo di comunicare è talmente divisivo da farci discutere dell’uomo molto prima che dei documenti. E questo, paradossalmente, finisce per oscurare anche quelle domande che, invece, meriterebbero risposte serie.
Forse è proprio questo il suo errore più grande.

















