Il “Costanza I di Sicilia”, il nuovo traghetto di proprietà della Regione Siciliana costruito da Fincantieri a Palermo, potrebbe cambiare destinazione già all’inizio della sua attività e passare dalla Porto Empedocle-Lampedusa-Linosa alla linea che collega Trapani con Pantelleria.
Una prospettiva che emerge nel pieno del confronto tra governo regionale e compagnie di navigazione sul futuro dei collegamenti con le isole minori e che trova un riferimento preciso nel documento diffuso da Società Navigazione Siciliana dopo la riunione convocata dall’assessore regionale alle Infrastrutture e ai Trasporti su mandato del presidente della Regione.
Nel comunicato, infatti, viene indicata l’opportunità di procedere a un’ottimizzazione degli assetti operativi dei collegamenti nei settori Pelagie e Pantelleria, resa possibile proprio dall’entrata in servizio della nuova nave di grande capacità “Costanza I di Sicilia”.
Ancora più significativa è l’indicazione successiva: sarebbe allo studio una nuova configurazione capace di destinare alla linea di Pantelleria :naviglio di maggiore capacità”, rispondendo così alle richieste avanzate dall’amministrazione comunale e assicurando allo stesso tempo un utilizzo più efficiente della flotta.
Il documento non afferma esplicitamente che il “Costanza” sarà trasferito sulla Trapani-Pantelleria, ma l’accostamento tra l’entrata in servizio della nuova nave e la riorganizzazione delle due linee rende questa una delle ipotesi sul tavolo. Una prospettiva che assume ancora maggiore rilevanza alla luce delle criticità tecniche segnalate dopo il viaggio inaugurale del traghetto verso le Pelagie. Sarebbero emerse perplessità sulla piena compatibilità delle sue caratteristiche con gli scali di Lampedusa e Linosa. All’arrivo a Lampedusa, il traghetto sarebbe rimasto per quasi un’ora in rada per consentire le operazioni degli aerei. La precauzione sarebbe stata collegata all’altezza della nave, indicata in circa 20 metri sul livello del mare, e alle possibili interferenze con i velivoli in fase di atterraggio.
Ma l’altezza non sarebbe l’unico elemento finito sotto osservazione. Ulteriori dubbi riguarderebbero il pescaggio, cioè la porzione dello scafo immersa nell’acqua, indicato in 5,1 metri. Una caratteristica che potrebbe rendere più complesse le manovre soprattutto con condizioni meteomarine avverse e a pieno carico, considerando le caratteristiche dei fondali e i fenomeni di insabbiamento segnalati a Lampedusa e, soprattutto, le condizioni del porto di Linosa. Per garantire adeguati margini di sicurezza, infatti, dovrebbe rimanere una certa distanza tra la parte più bassa dello scafo e il fondale. Proprio negli scali delle Pelagie questo margine potrebbe risultare particolarmente ridotto.
Nel viaggio inaugurale, secondo le informazioni fornite, la nave non sarebbe stata zavorrata, mantenendo così un assetto più alto rispetto al fondale. Elementi che contribuirebbero a spiegare perché si stia valutando una diversa utilizzazione del nuovo traghetto. Da venerdì scorso il “Costanza” risulta fermo a Porto Empedocle e non sarebbe ancora stata pubblicata una comunicazione commerciale relativa alla vendita dei biglietti per i successivi collegamenti. Anche questo elemento alimenta l’ipotesi di una ridefinizione del servizio.
Se il trasferimento sulla Trapani-Pantelleria dovesse concretizzarsi, sulla Porto Empedocle-Lampedusa-Linosa potrebbero continuare a operare le unità già impiegate – il “Las Palmas” e il “Sansovino” – mentre il nuovo traghetto regionale verrebbe utilizzato sulla rotta da Trapani verso Pantelleria dove la maggiore capacità potrebbe rispondere anche alle richieste avanzate dal territorio.
La possibile riorganizzazione arriva mentre Regione e compagnie stanno affrontando il delicato capitolo delle tariffe. Dopo il confronto con il governo regionale, SNS, Liberty Lines e Caronte & Tourist Isole Minori hanno deciso di sospendere con effetto immediato gli aumenti, legati al maggiore costo del carburante, nell’ambito della Convenzione statale. La sospensione servirà a consentire alle parti di individuare misure alternative e affrontare anche la procedura di riequilibrio della Convenzione SNS, avviata nel marzo 2025.
















