Sarà la Biblioteca “Fardelliana” a ospitare, il 19 dicembre alle 17.30, l’appuntamento più atteso della seconda edizione di “Il Corallo anima di Trapani”: la tavola rotonda internazionale “Rotte del Corallo – Dialogo tra culture mediterranee”.
Un confronto che riunirà istituzioni, maestri corallai e realtà culturali provenienti da Sicilia, Italia e Mediterraneo, momento culminante di un percorso che mira a costituire la nuova Rete Mediterranea delle Città del Corallo attraverso la firma di un protocollo d’intesa dedicato alla tutela, alla promozione e alla cooperazione tra territori uniti da una tradizione secolare.
La manifestazione, iniziata il 2 dicembre, sta coinvolgendo studenti e artigiani trapanesi con visite nelle botteghe e negli showroom, che si concluderanno domani 10 dicembre, mentre da oggi al 12 dicembre il Museo Regionale “Pepoli” ospita il laboratorio “Dal Mediterraneo al Museo – Il viaggio del corallo”, curato dagli Amici del Museo Pepoli. Sempre al “Pepoli”, il 13 dicembre alle 17 sarà presentato il restauro del Presepe in corallo del XVIII secolo, straordinario esempio dell’eccellenza artistica locale.
L’iniziativa, promossa dal Comune di Trapani e dalla Biblioteca “Fardelliana” con il contributo della Regione Siciliana, integra formazione, cultura e diplomazia mediterranea trasformando il mese di dicembre in una piattaforma di dialogo internazionale.
“Valichiamo i confini della nostra città per un confronto che coinvolge Sciacca, Torre del Greco, Alghero e comunità mediterranee come Tunisia e Andalusia”, sottolineano il sindaco Giacomo Tranchida e l’assessora alla Cultura Rosalia d’Alì, sottolineando come l’obiettivo sia un percorso condiviso di valorizzazione di un’arte che richiede visione comune e rinnovamento.
Per tutto il mese di dicembre, la “Fardelliana” propone, inoltre, un percorso audiovisivo sul corallo trapanese con un docufilm generato grazie all’intelligenza artificiale e un documentario che esplora tradizione e innovazione. Una narrazione contemporanea che conferma “Il Corallo anima di Trapani” come modello culturale capace di coniugare radici, creatività e cooperazione internazionale.
















