Il coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia Maurizio Miceli presenta i suoi dubbi sulla “piattaforma della discordia”

Piattaforma sul lungomare Dante Alighieri le insinuazioni del coordinatore politico di FdI Maurizio Miceli: "Il progettista della struttura è stato consulente del Comune per il PUDM"

Dubbi. Numerosi dubbi. Quelli di Maurizio Miceli, coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, sulla pedana del lungomare Dante Alighieri sono decisamente numerosi e li snocciola punto per punto.

“La piattaforma realizzata innanzi ad un noto locale trapanese, all’inizio del lungomare Dante Alighieri, è stata al centro di numerose discussioni e, talvolta, polemiche – afferma l’esponente di Fratelli d’Italia – , tutte, sino ad ora, relative a questioni estetiche o funzionali, è intervenuto il già candidato sindaco architetto Vito Corte che dall’alto della sua competenza ha difeso l’iniziativa. Riconosco che un intervento non richiesto da una personalità di sì alto lignaggio tecnico, con tanto di esaltazione dell’amministrazione Tranchida, mi ha lasciato perplesso e convinto a effettuare talune verifiche. Numerosi sono i profili che mi hanno destato interrogativi, sia per quanto riguarda la necessità dell’intervento sia per l’individuazione della puntualizzazione”.

Miceli spiega che non è contrario alla piattaforma ma sottolinea come la stessa (che al momento risulta ancora sotto sequestro) nasca nell’unico punto possibile.

“Per intenderci, Fratelli d’Italia si dichiara favorevole alla costruzione di simili strutture per impreziosire il litorale – dice Maurizio Miceli – , per incrementare le opportunità commerciali e turistiche delle aziende che vi insistono, tuttavia non comprendiamo come soltanto quell’area sia stata destinata alla costruzione di questa mirabile piattaforma. Lo stesso Comune, come pure avviene in altre realtà, anche in Sicilia, potrebbe di propria iniziativa realizzare l’opera consentendo la massima fruizione alla cittadinanza, senza la necessità di pagamento di al un onere in capo al cittadino o al turista, percorrendo tutto il lungomare disponibile non soltanto un’area dedicata. Il Piano d’uso del demanio marittimo è stato confezionato da una società, la “Mate sc”, che sin dall’inizio si è dichiarata disponibile a confrontarsi con gli ordini, con la cittadinanza tutta, per rendere il piano più aderente possibile alle istanze del territorio – nobile intento, tuttavia quasi totalmente disatteso, per esempio le numerose criticità dell’ordine degli architetti in merito alle scelte di piano (link https://www.architettitrapani.it/allegati/1595150161_DOC.PUDM%20%20TRAPANI-02072020084526.pdf) non sono state per nulla prese in considerazione. Nella stessa delibera con cui la giunta Tranchida approva il PUDM non tiene conto di questa nota critica dell’ordine degli architetti del 2 luglio 2020 prot. 1837“.

Non se è curata la società incaricata – aggiunge il coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia – , nonostante le aperture al confronto, ma ad essere grave è l’indifferenza dell’amministrazione comunale rispetto all’ordine territoriale che pure era intervenuto, al punto 1 del report della “II – commissione Urbanistica, territorio, paesaggio” si legge: “Mancata condivisione della proposta metodologica che introduce come elemento di fruizione/uso dello specchio acqueo il sistema delle “Piattaforme prendisole multi uso” in corrispondenza del tratto di costa compreso tra PIAZZA VITTORIO EMANUELE e TORRE DI LIGNY in quanto si reputano, tali elementi, sovradimensionati ed anacronistici per le aree in cui esse incidono e perché negano la lettura della città “storico” di/dal mare. Oltremodo, ad oggi, questo tratto di costa, nel periodo estivo, permette maggiori possibilità di utilizzo, per le esigenze alla balneazione, rispetto al passato”. A questo appello, tra i tanti, ha risposto prontamente anche l’architetto Corte, in forza della sua autorevolezza professionale e della conoscenza della città“.

Qui, per Miceli nasce il primo grande problema. “Tanto apprezzato è stato il suo contributo che nel frontespizio del PUDM vi è un’apposita menzione in suo onore, si legge infatti: “si ringrazia l’architetto Vito Marcello Maria Corte per i preziosi consigli e il supporto logistico fornito”. Chissà se proprio questi preziosi consigli siano stati decisivi per favorire la puntualizzazione, in altre parole, la scelta esclusiva di consentire la costruzione della piattaforma nel punto in cui è stata realizzata che, strane coincidenze della vita, insiste proprio davanti al un noto locale trapanese che annovera tra i suoi soci il fratello dell’egregio architetto. Ad intervenire, infatti, con tanto di nota stampa è sempre l’architetto Corte che si spertica in applausi per l’amministrazione comunale, che chiede uno sforzo di visione agli uffici preposti al controllo e alla verifica, che difende, legittimamente, il proprio operato di progettista della “piattaforma della discordia”. Sarà certamente un caso che nella stessa persona si condensino il consulente gratuito encomiato nel testo definitivo del PUDM, il progettista della struttura, il fratello di uno dei soci dell’impresa committente, unica a poter costruire su quell’ampio tratto di lungomare una struttura di quel tipo. Per capirci, gli altri locali che operano su quel tratto di lungomare non possono dotarsi di una piattaforma del genere, che consente un pregio estetico ma soprattutto un aumento del proprio bacino di clienti quindi un incremento potenziale, naturale, del giro d’affari. Trapani, ancora una volta, ci conferma di essere città del sale, del vento e del caso”.