Guardie Ambientali: il presidente nazionale rompe il silenzio sulla “vicenda Catania”

“Il nostro silenzio era un atto dovuto. Seppur è stato un grande esercizio di pazienza, era da conservare almeno sino a quando la nostra posizione, da sempre legittima, fosse stata rappresentata in contraddittorio agli enti pubblici che, ogni giorno, devono garantire la miglior tutela della cosa pubblica avvalendosi del supporto ausiliario delle associazioni di volontariato”.
Così il presidente nazionale delle Guardie per l’Ambiente, Pasquale Laterza, interviene nella vicenda che ha visto contrapposti il volontario della Lega nazionale per la difesa del cane Baldo Ferlito e il presidente del gruppo trapanese delle Guardie per l’Ambiente, Danilo Catania. Come vi abbiamo raccontato nelle scorse settimane, il primo accusa il secondo, e ha presentato una formale denuncia alle forze dell’ordine, di averlo minacciato in relazione a presunte interferenze negli interventi di salvataggio effettuati sul territorio di Trapani.

Le Guardie per l’Ambiente, fino a qualche settimana fa, infatti, si occupavano del soccorso e del recupero di animali in difficoltà o feriti in virtù di un’apposita convenzione stipulata con il Comune di Trapani che, dopo quanto accaduto, ha provveduto a revocare l’accordo e si è già attivato – con un nuovo avviso pubblico – per individuare un nuovo soggetto che assicuri il servizio.

Catania aveva poi convocato, lo scorso 2 settembre, una conferenza stampa durante la quale, pur non entrando nel merito delle accuse – di rilevanza penale – rivoltegli da Ferlito – aveva precisato che la sua associazione, benché fosse stato interrotto dalla Presidenza nazionale ogni rapporto federativo, poteva continuare ad operare legittimamente in virtù della qualifica di guardie eco-zoofile dei suoi associati.
Nel frattempo, però, anche la Prefettura di Trapani si è mossa, su richiesta dell’associazione nazionale, per revocare i titoli di polizia agli operatori trapanesi.

Laterza precisa che “l’associazione federata regionale siciliana delle Guardie per l’Ambiente guidata dal signor Danilo Catania (coadiuvato dal suo fido signor Vincenzo Ferlito) ha perso ogni riferimento con la nostra struttura nazionale. Questo è avvenuto per gravi fatti gestionali verificatisi nel corso della conduzione della federata siciliana”.
Per questo motivo la decisione di urgenza del presidente nazionale delle Guardie per l’Ambiente è stata notificata a tutti gli enti pubblici – comunali, provinciali e regionali – e alle forze dell’ordine e, prosegue Laterza, “ha certamente creato non poco imbarazzo, soprattutto al Comune di Trapani che all’associazione guidata localmente dal signor Catania aveva scorrettamente affidato la gestione del servizio di vigilanza ambientale e zoofila sul proprio territorio comunale”.

“Da circa un anno, infatti – prosegue Laterza – il signor Danilo Catania stipulava convenzioni di vigilanza senza alcuna autorizzazione dell’associazione nazionale, quest’ultima unica deputata ad agire in tal senso (avendo un ruolo di verifica sulla regolarità della delicatissima funzione di vigilanza pubblica affidata alle proprie guardie particolari giurate) come imposto e previsto dal Regolamento di Servizio del Questore di Trapani. La gestione di un’associazione di volontariato è un compito di per sé delicato, a maggior ragione quando si coordinano guardie particolari giurate con funzioni di polizia giudiziaria. Il livello di attenzione deve essere massimo e il nostro è massimo e senza sconti per nessuno”.

E a proposito di quanto dichiarato da Catania afferma: “Ma come si può pensare di essere federati ad un Ente di primo livello e avere l’idea di essere completamente autonomi? Se così fosse stato perché allora federarsi? Si fa davvero fatica a comprenderlo”.

Il presidente Laterza entra a gamba tesa sui contenuti dell’incontro di Catania con la stampa trapanese: “Certo abbiamo anche appreso di una conferenza stampa in cui in cui il plastico ardore ha preso il sopravvento sulla verità, forse con il malcelato intento di spingere altrove le ombre sullo scorretto modo di operare. Una conferenza con frasi lasciate a metà, allusioni e distorsioni dei fatti che hanno avuto solo lo spirito di attaccare l’associazione nazionale Guardie per l’Ambiente. Ma è durato poco, pochissimo. Il mio compito – spiega – è tutelare l’associazione nella sua interezza e tutti quei soci siciliani che, con tantissimi sacrifici  ogni giorno portano quel valore aggiunto sociale alla tutela degli animali e della natura. Gratuitamente, con passione e senza doppi fini”.

“Sull’episodio che ha aperto uno spaccato ancor più grave sulla situazione locale, ovvero quello relativo al volontario Balduccio Ferlito, al momento – conclude il presidente nazionale delle Guardie per l’Ambiente – non avendo elementi in nostro possesso non possiamo che attendere gli esiti che la magistratura raggiungerà, nella considerazione che laddove si giungesse ad un rinvio a giudizio del signor Danilo Catania ci costituiremo parte civile nel procedimento per i riflessi anche sulla nostra associazione nazionale di questa brutta, bruttissima storia. Per noi la giustizia, la legalità e la lealtà sono elementi imprescindibili nella nostra delicata attività volontaria. Se non fosse così non saremmo Guardie. Guardie per davvero”.