Guardia di Finanza, 252 anni al servizio dello Stato: a Trapani oltre 6 mila interventi in un anno e mezzo

Una Guardia di Finanza sempre più tecnologica, proiettata verso il contrasto alla criminalità economico-finanziaria e chiamata a presidiare nuovi scenari operativi, dalla tutela dei fondi pubblici alla sicurezza economica nazionale.

È il quadro tracciato dal comandante provinciale di Trapani, colonnello Costantino La Vecchia, nel corso dell’incontro con la stampa organizzato alla vigilia della cerimonia per il 252° anniversario della fondazione del Corpo, in programma domani alle 9.30 nella sede del Gruppo della Guardia di Finanza di Trapani.

Ripercorrendo oltre due secoli e mezzo di storia, La Vecchia ha ricordato come il Corpo sia nato il 1° ottobre 1774 per volontà di Vittorio Amedeo III e abbia saputo evolversi costantemente fino a diventare l’attuale Polizia economico-finanziaria dello Stato. «Oggi si parla di Polizia economico-finanziaria proprio per evidenziare il passaggio dalla mera tutela delle entrate alla tutela del bilancio pubblico nel suo complesso», ha spiegato il comandante provinciale – . La Guardia di Finanza opera ormai a tutto campo, dagli enti locali fino all’Unione Europea, a tutela sia delle entrate sia delle uscite dello Stato».

Un’evoluzione accompagnata anche dall’innovazione tecnologica, con l’utilizzo di banche dati, analisi di rischio e strumenti investigativi sempre più avanzati. Dal 2017, inoltre, la Guardia di Finanza è diventata la principale forza di polizia operante in mare per le attività di sicurezza pubblica e di polizia economico-finanziaria.

«Nel corso di questi 250 anni c’è stata un’evoluzione enorme che ci ha portato ad affermarci sempre più come forza di polizia», ha sottolineato La Vecchia, ricordando come il modello italiano venga spesso indicato come riferimento anche a livello internazionale.

I numeri dell’attività svolta nella provincia di Trapani testimoniano l’intensità dell’impegno operativo. Tra il 2025 e i primi sei mesi del 2026 il Comando provinciale ha effettuato oltre seimila interventi e sviluppato circa 250 indagini. Sono stati denunciati quasi 100 soggetti per reati tributari e individuati circa 150 evasori totali, completamente sconosciuti al Fisco. Sul fronte della spesa pubblica, sono stati eseguiti 111 interventi, con sequestri per oltre 16 milioni di euro e crediti d’imposta irregolari per circa un milione e mezzo.

Accanto all’attività di carattere provinciale, i comandanti dei reparti territoriali hanno illustrato alcune tra le operazioni più significative condotte negli ultimi mesi.

Il capitano Massimiliano Corino, comandante della Compagnia di Alcamo, ha evidenziato l’attività svolta contro le indebite percezioni del Reddito di cittadinanza che hanno consentito di accertare frodi per quasi mezzo milione di euro. Particolarmente rilevante anche una verifica fiscale nei confronti di un grande magazzino gestito da cittadini stranieri dove i finanzieri hanno scoperto un sistema di doppia contabilità basato su un registratore di cassa parallelo che emetteva scontrini senza valore, permettendo di nascondere circa un milione di euro di ricavi. «Siamo piccoli, ma combattivi», ha commentato il comandante, sottolineando come anche un territorio apparentemente periferico presenti fenomeni di evasione particolarmente sofisticati.

Dal territorio di Castelvetrano arriva, invece, una complessa indagine illustrata dal capitano Niccolò Cecere. L’attività, nata da una verifica fiscale nei confronti di una società che forniva pasti per un centro di accoglienza per migranti, ha portato alla scoperta di una distrazione di quasi un milione di euro da parte del titolare dell’azienda. L’inchiesta ha consentito il sequestro preventivo di una struttura alberghiera e di due appartamenti per oltre 830 mila euro, evitando che il patrimonio venisse sottratto alle pretese dell’ Erario.

La Compagnia di Marsala, guidata ad interim dal tenente Giovanni Basilico, ha invece concentrato l’attenzione sul contrasto al traffico di stupefacenti destinati all’isola di Pantelleria. Grazie a una lunga attività investigativa, tra pedinamenti, appostamenti e intercettazioni, i finanzieri hanno smantellato un’organizzazione criminale arrestando cinque persone e sequestrando 4,5 chilogrammi di hashish, tre chilogrammi di marijuana e 650 grammi di cocaina destinati al mercato pantesco. Sul fronte fiscale, il reparto ha, inoltre, individuato circa ottanta evasori totali negli ultimi diciotto mesi, recuperando imponibili per circa 25 milioni di euro e IVA per quattro milioni.

Il tenente colonnello Antonio Luciani, comandante del Gruppo di Trapani, ha posto l’accento sull’attività svolta presso l’aeroporto “Vincenzo Florio” di Trapani-Birgi dove l’aumento dei collegamenti internazionali ha comportato un’intensificazione dei controlli su valuta e sostanze stupefacenti, in particolare sui voli provenienti dal Belgio. Il Gruppo è stato inoltre protagonista di una complessa indagine sul cosiddetto “bonus facciate”, che ha portato al sequestro di un complesso aziendale da circa due milioni di euro per lavori mai realizzati ai danni di numerosi condomini trapanesi. Accanto a ciò prosegue l’attività dei Baschi Verdi nel contrasto alla contraffazione, alla vendita di prodotti non sicuri e al commercio illecito di alcolici ai minori. «Siamo anche una polizia di prossimità nei confronti dei cittadini», ha evidenziato Luciani.

Il tenente colonnello Domenico Giovannacci, comandante del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, ha infine illustrato il ruolo investigativo del reparto, competente sull’intero territorio provinciale e punto di riferimento per le Procure di Trapani, Marsala, Sciacca e per la Procura europea. Tra le indagini più recenti spicca quella che ha consentito di smascherare una direttrice di ufficio postale accusata di essersi appropriata dei risparmi di numerosi anziani clienti, successivamente risarciti da Poste Italiane. Il Nucleo è inoltre impegnato nei controlli sui fondi del PNRR, nelle attività delegate dalla Corte dei Conti e nelle indagini sulla criminalità organizzata, anche attraverso la partecipazione al Gruppo Interforze Antimafia istituito presso la Prefettura di Trapani.

Un’attività quotidiana che, secondo il comandante La Vecchia, testimonia la continua capacità di adattamento del Corpo alle nuove forme di criminalità economica. «Anche noi ci dobbiamo evolvere nel tempo per stare al passo con le evoluzioni della società e del crimine», ha concluso il colonnello, rivendicando il ruolo della Guardia di Finanza come presidio essenziale di legalità economica al servizio dello Stato e dei cittadini.

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