Un viaggio fotografico fra le due sponde del Mediterraneo, costruito attraverso memoria storica, paesaggi, vita quotidiana e trasformazioni sociali. Sabato 5 settembre alle 17.30, al Museo Santa Caterina al Cretto di Burri di Gibellina Vecchia, sarà inaugurata Terre di Sicilia e Tunisia – Memoria condivisa, esposizione inserita nel percorso di Gibellina Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026.
Il progetto nasce dalla collaborazione tra l’associazione trapanese I Colori della Vita e l’associazione tunisina Didon & Enée, con il contributo dell’Associazione Percorsi e Morsi. L’obiettivo è raccontare le connessioni fra Sicilia e Tunisia attraverso un linguaggio immediato come quello delle immagini, capace di mettere in relazione territori geograficamente separati ma segnati da radici, tradizioni e vicende spesso parallele.
Il percorso espositivo combina una sezione retrospettiva con fotografie storiche curate dal maestro Michele Fundarò, una raccolta di cartoline d’epoca affidata all’artista e fotografo tunisino Saber Bhari e gli scatti contemporanei di 16 autori siciliani e tunisini. Passato e presente vengono quindi accostati per osservare l’evoluzione dei territori, il rapporto fra uomo e ambiente e i cambiamenti del mondo agricolo.
Alla cerimonia inaugurale sono annunciati il sindaco di Gibellina Salvatore Sutera, il console di Tunisia a Palermo Mohamed Ali Mahjoub, il direttore artistico di Gibellina Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea Andrea Cusumano, la presidente del comitato scientifico della Fondazione Orestiadi Antonella Corrao e Michele Benfari, presidente dell’Associazione Percorsi a Morsi, che gestisce il museo sede dell’esposizione.
Per l’ideatore Paolo Rizzo, il progetto vuole mettere in evidenza una memoria condivisa e mostrare realtà spesso lontane dai grandi itinerari turistici ma ricche di identità culturale. Il Mediterraneo emerge così non come elemento di separazione, ma come spazio nel quale esperienze, paesaggi e comunità continuano a dialogare.
Il confronto fra Sicilia e Tunisia proseguirà anche attraverso l’enogastronomia. Al termine della presentazione sono previste degustazioni curate dagli chef Peppe Giuffrè e Taieb Bouhadra, chiamati a trasformare sapori e tradizioni culinarie in un ulteriore punto d’incontro tra le due culture.
La mostra resterà visitabile al Museo Santa Caterina al Cretto di Burri fino a giovedì 24 settembre, offrendo un ulteriore appuntamento culturale nel calendario di Gibellina 2026 e inserendo nel grande scenario del Cretto un racconto che attraversa storia, fotografia e identità mediterranea.

















