Gaza, salta il Consiglio comunale straordinario a Trapani: l’opposizione diserta e attacca la maggioranza

Il Consiglio comunale straordinario di Trapani sul genocidio in atto nella striscia di Gaza, durante il quale si sarebbe dovuta discutere anche la mozione sul tema del riarmo europeo, è stata aggiornato a oggi, venerdì 27, per mancanza del numero legale. Infatti l’opposizione ha disertato in massa i lavori d’aula, come era facilmente prevedibile visto il dissenso già esplicitato nelle scorse sedute e il tentativo di abbandono del consiglio nella scorsa seduta.

Undici i consiglieri di maggioranza presenti, assenti Poma, Mazzeo e Carpinteri. Quest’ultimo, nonostante il recente lutto, ha però tenuto ad inviare una nota a propria giustificazione, proprio per dare valore all’importanza simbolica della seduta.
L’opposizione ha invece motivato la propria assenza in massa con una nota, sottolineando l’importanza del tema ed il rispetto dovuto. Proprio per questo, hanno giudicato la convocazione di un consiglio straordinario su questo tema come “propagandistico e strumentale” e basato su scelte “autoreferenziali e senza costruire le condizioni minime per una discussione ampia, plurale e dignitosa”.
Per i consiglieri di opposizione “la soluzione al conflitto deve necessariamente passare per il riconoscimento del diritto del popolo palestinese ad avere uno Stato, accanto a quello di Israele, in un contesto di sicurezza reciproca e confini riconosciuti”.

Sottolineano di “sostenere con favore proposte diplomatiche che prevedano una transizione civile e indipendente nella Striscia di Gaza, guidata da tecnici non affiliati a fazioni politiche, per porre fine al ciclo di distruzione e ricostruzione e restituire speranza e dignità a una popolazione stremata”.I consiglieri che compongono l’opposizione all’amministrazione Tranchida dichiarano anche che “il dramma umanitario in corso, che colpisce in modo devastante soprattutto i bambini palestinesi, impone alla comunità internazionale – e a ciascuno di noi – di non voltarsi dall’altra parte”.

Al di là di tutto, non può sfuggire il dato politico: la maggioranza è in bilico, se mancano due consiglieri si va sotto. E l’opposizione lo ha sottolineato ancora una volta con una prova nemmeno troppo muscolare o difficile, ma piuttosto annunciata. Lascia peró un tantino sgomenti questa diserzione pilotata dell’aula da parte loro, visto che l’opposizione ha le idee chiare sul tema ed una volontà protesa a contribuire a una cultura della pace.

E quest’ultimo atto ha suscitato diverse reazioni, anche molto dure.
Ad iniziare proprio dalla Rete di periti ed Associazioni – ANPI, Alleanza Verdi e Sinistra, Arcigay, Articolo 21, Comitato per la difesa della Costituzione, Emergency gruppo di Trapani, Giovani Democratici, Fridays For Future Trapani Libera, Movimento 5 Stelle, PD, PSI, Rifondazione Comunista, Sinistra Futura – che avevano deciso di sostenere l’ordine del giorno.

La decisione dell’opposizione viene etichettata come “una scelta politica che non può ridursi ad una semplice assenza”. Dalla Rete arriva un messaggio tranchant: “non ci faremo zittire. continueremo a mobilitare cittadini e istituzioni democratiche che non accettano la logica del silenzio e della complicità. Perché la pace, il disarmo e i diritti umani non sono rinviabili”.

Anche il deputato regionale Pd, Dario Safina, ha commentato “Quella di oggi era un’occasione per aprire un confronto maturo, consapevole e partecipato, su un conflitto che continua a generare dolore e sofferenza. Purtroppo, l’abbandono dell’aula ha negato questo spazio di dicussione ai cittadini e alla città”.
Per altro, Il parlamentare regionale ricorda che “proprio ieri, all’Assemblea Regionale Siciliana, tutte le forze politiche, centrodestra incluso, hanno votato una mozione del Partito Democratico che impegnava il governo regionale a promuovere ogni iniziativa utile per fermare l’aggressione militare su Gaza, garantire aiuti umanitari e sostenere il principio di “Due Popoli, Due Stati”. Non si può che auspicare che al consiglio di venerdì “le opposizioni scelgano di esserci: Anche un consiglio comunale può lanciare un messaggio importante”, conclude Safina.

Perché non hanno partecipato al Consiglio Comunale ed in quella sede esplicitato le loro idee, l’afflizione che tutti proviamo davanti ai bambini trucidati, le cui vite non devono conoscere bandiere? Perché non hanno reso partecipe la cittadinanza nel suo luogo di rappresentatività più alto, di quelle che sono posizioni condivise e condivisibili, che dimostrano anche di superare alcuni steccati ideologici tradizionali?

Per parafrasare Gianni Rodari, ci sono cose da fare di giorno e cose da fare di notte a secondo dell’opportunità, ma “Ci sono cose da non fare mai,
né di giorno né di notte, né per mare né per terra: per esempio, LA GUERRA”.
E su questo l’intesa collettiva dovrebbe essere cristallina e superare i limiti di chi presenta cosa e come, in una difesa post-ideologica delle posizioni politiche.

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