Fusione Trapani-Erice, il Comitato chiede l’intervento dei Consigli Comunali

Un atto dei Consigli Comunali di Trapani ed Erice eviterebbe l’incombenza della raccolta delle firme per l’indizione del referendum

Il Comitato “Trapani ed Erice un solo comune” lancia un appello ai Consigli Comunali di Trapani e di Erice. Fino ad ora i componenti del Comitato hanno tenuto fuori la politica ma ora provano a cercare le due Assemblee per la condivisione del suo progetto di unificazione di un territorio che, è unico nella sostanza ma ricade su due realtà amministrative differenti.

“L’intento progettuale – scrive il numero uno del Comitato Salvatore Aleo, in una missiva inviata ai presidenti Guaiana e Nacci – non è quello di realizzare una indiscriminata fusione amministrativa che non tenga conto delle specificità che caratterizzano i due Comuni bensì quella di dare valore aggiunto alle loro rispettive comunità in termini di qualità dei servizi e di riassetto urbanistico, valorizzando, nel contempo, l’essenza storica ed identitaria di alcune peculiari componenti territoriali degli stessi comuni. Ci si riferisce, in particolare, ad Erice capoluogo (borgo medievale), alle frazioni agricole del Comune di Erice (Napola, Ballata ecc.) e alle contrade del Comune di Trapani non ricadenti nell’istituendo Comune di Misiliscemi (Fulgatore e Ummari)”.

Insomma, unire ma con delle specifiche. Si chiede ai Consigli Comunali di voler manifestare la loro rispettiva disponibilità ad agevolare l’iter amministrativo propedeutico alla fusione, consentendo al Comitato medesimo di superare l’incombenza della raccolta delle firme per l’indizione del referendum, “calendarizzando la proposta di deliberazione avente per oggetto la fusione dei due comuni, la cui bozza sarà a breve definita da appositi gruppi di lavoro composti da professionisti qualificati e successivamente trasmessa agli stessi Consigli Comunali, qualora intendano dare positivo riscontro alla presente”.