Femminicidio, a Salemi l’ultimo saluto a Marisa Leo

"Non possiamo lasciare sole le donne, dobbiamo aiutarle a sostenerle nelle loro battaglie. Le donne non sono merce di scambio”, ha detto il fratello

Salemi ha salutato per l’ultima volta Marisa Leo, vittima di femminicidio, in una Chiesa Madre affollata e un maxi-schermo installato all’esterno dal Comune per consentire ai presenti di seguire il funerale. Ad officiare le esequie, in una giornata di lutto cittadino proclamato dal sindaco Domenico Venuti, il vescovo di Mazara del Vallo, Angelo Giurdanella. Ecco i passaggi più intensi della sua omelia.

“Carissimi mamma e papà, familiari, amici e colleghi di Marisa. Carissimi fratelli e sorelle della comunità ecclesiale e civile di Salemi, presbiteri e diaconi. Ci ritroviamo qui, oggi, smarriti e sgomenti. Tutti assetati di una parola che spenga la sete del nostro spirito affranto e faccia ardere il nostro povero cuore rimasto congelato dalla drammatica vicenda accaduta alla nostra Marisa. La morte di Marisa ci ha fortemente scosso ed è calata la notte nel nostro cuore”.

“Permettetemi di dirvi con tutta sincerità e delicatezza – prosegue l’omelia del vescovo – che il momento richiede: io non ho parole mie che siano all’altezza di tanto dolore. Mi trovo qui, come voi, per condividere lo strazio di una situazione che ci supera da tutte le parti e ci fa piangere lacrime amare, resa ancora più cruda e più triste se guardiamo negli occhi della piccola, privata dai legami fondamentali della vita”.

“Vorrei condividere con voi una parola “altra”, una parola “alta” che il Vangelo riassume e la vita di Marisa esprime: l’Amore di Dio ricevuto e donato. ‘Chi ama è passato dalla morte alla vita’. Se oggi siamo tutti qui e in tanti è perché crediamo che il tempo dell’amore è più lungo del tempo della vita. Marisa con la sua carica, di bene, di intelligenza, di amore ci insegna ad avere più paura di una vita sprecata e sbagliata che di una vita bella e buona anche se accorciata tristemente da una morte ingiusta. Ci ricorda che dobbiamo avere più paura di una vita incolore, inodore e insapore che di una vita breve ma piena di bene, aperta alla luce e alla gioia sempre condivisa”.

Il feretro è arrivato in chiesa alle 15.30. In prima fila, i familiari, i vertici della Colomba bianca”, la casa vinicola per cui Marisa Leo lavorava, l’assessora regionale alla Famiglia, Nuccia Albano, e una rappresentanza delle “Donne del vino”.

“A ottobre realizzeremo a Mazara del Vallo il progetto sul vino al quale stava lavorando Marisa. Lo faremo per lei”, ha detto Roberta Urso, presidente della sezione siciliana dell’associazione femminile, intervenendo durante le esequie. “Marisa, tu nutrivi bellezza nel mondo che ci circonda. Tu sei stata la combattente n.79. Noi vogliamo continuare una battaglia di civiltà in sua memoria. L’essenza delle donne non è merce di scambio. Marisa, non diteci che scompare…”.

“In questo momento così doloroso – ha detto il fratello della vittima, Mauro Leo – ringrazio tutti coloro che ci sono stati vicini, istituzioni, amici, colleghi di lavoro di Marisa e tante altre persone che, seppur non l’hanno conosciuta, hanno manifestato vicinanza. Tutto ciò è quello che ci sta dando la forza di andare avanti. È la stessa forza che aveva Marisa a dare una vita serena a sua figlia. Rispettare significa stare attento a chi si ha accanto quando parliamo di vittime di femminicidio significa uccidere due volte quella donna, come Marisa. La luce di mia sorella è nel sorriso della sua piccola che ora sta con noi. Non possiamo lasciare sole le donne, dobbiamo aiutarle a sostenerle nelle loro battaglie. Le donne non sono merce di scambio”.

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