Favignana, va all’asta il resort di Punta Fanfalo

Sarà venduto all’asta il resort turistico di Punta Fanfalo, sull’isola di Favignana. Lo ha disposto il Tribunale di Trapani che ha incaricato in esclusiva una società milanese di consulenza immobiliare dell’operazione. La Prelios si occuperà anche della vendita di un altro villaggio a Capo Rizzuto, in Calabria, e di un terreno dove potrebbe essere realizzata una struttura turistica a Santa Croce Camerina, nel Ragusano.

Si tratta di tre beni che fanno parte del patrimonio da 1,5 miliardi di euro sequestrato e confiscato alla famiglia di Carmelo Patti – ex Valtur – dalla Direzione investigativa antimafia nel 2018.

Il resort aprì negli anni Settanta e vide il coinvolgimento nell’operazione dell’attore Vittorio Gassman ma, nel 1986, la “Punta Fanfalo” Spa, dalla quale Gassman nel frattempo era uscito, fallì e il villaggio passò nella disponibilità del Banco di Sicilia che lo aveva finanziato con mutui per 6 miliardi di lire. Da lì una serie di aste andate deserte e anche un progetto, mai andato in porto, di azionariato diffuso di una cordata di imprese del settore della pesca che volevano acquisirlo per creare un porto turistico e un impianto di itticoltura. Fino al colpo di scena.

Nel 1998 una sconosciuta manager poco più che ventenne, con una società venuta dal nulla, si aggiudicò per 9 miliardi il resort, offrendo più del doppio dei 4 miliardi della società di Emma Marcegaglia. L’artefice dell’operazione, in realtà, era Carmelo Patti, l’imprenditore di Castelvetrano che aveva appena scalato la Valtur.

Da lì in poi il destino del villaggio di Favignana è stato legato alle vicende giudiziarie di Patti: dal primo sequestro del patrimonio, per 5 miliardi di euro, con l’accusa di rapporti con Messina Denaro – e che ha determinato la crisi della Valtur e la vendita – fino all’ultimo atto, un anno mezzo fa, con un altro sequestro agli eredi dell’imprenditore, deceduto nel 2016.

Un periodo nel quale il resort di Favignana ha cambiato più volte gestione, sino all’ultima apertura di tre anni fa. Adesso la nuova asta che, si spera, possa riportare in attività il villaggio turistico.

L’amministrazione comunale, intanto, ha pronto un piano – se le trattative dovessero fallire – per attuare un’operazione di recupero degli appartamenti e realizzare alloggi con affitti a prezzi sociali.