L’ Oasi felina di Favignana, gestita dall’associazione SAIE OdV, è sotto ssequestro dal 31 luglio scorso.
Nonostante alcuni incontri con l’amministrazione comunale e le rassicurazioni verbali di rapide soluzioni o di una parziale riapertura ai visitatori – si legge in una nota diffusa dall’associazione – nulla è stato formalizzato per iscritto.
Per questo motivo, il direttivo ha deciso di rivolgersi nuovamente al Garante per i Diritti degli Animali della Regione Sicilia, chiedendone un intervento a tutela della salute e del benessere dei gatti.
Il provvedimento di sequestro era stato disposto a seguito di un sopralluogo congiunto di ASP di Trapani e Comune di Favignana che avevano contestato all’associazione l’assenza delle autorizzazioni previste dalla legge regionale 15/22. Tuttavia, SAIE sottolinea come gran parte degli articoli richiamati dal verbale riguardino gattili sanitari, micro-canili e canili, e non le oasi feline, per le quali la normativa non prevede specifiche autorizzazioni.
A conferma della regolarità della gestione, lo stesso verbale riporta che i gatti sono tenuti «nel rispetto delle esigenze fisiologiche ed etologiche», in condizioni compatibili con il loro benessere psicofisico. I locali, inoltre, risultano «puliti, privi di cattivi odori e arricchiti per lo sviluppo psico-motorio dei gatti», con una valutazione positiva anche sulla socializzazione e l’interazione uomo-animale.
Nonostante ciò, insieme al sequestro, sarebbero state impartite prescrizioni verbali che vietano all’associazione di occuparsi dei randagi dell’isola perché “di proprietà del Comune”. Una decisione che suscita perplessità, considerando il contributo concreto garantito da SAIE negli ultimi dieci anni: circa 800 sterilizzazioni a proprie spese, oltre 300 adozioni facilitate, più di 1.000 vaccinazioni somministrate e 600 gatti curati, con un impegno economico di oltre 22.000 euro solo nel 2024.
A fronte di questo, il sostegno comunale si sarebbe limitato – prosegue la nota dell’associazione – a contributi annui di 2.000-3.000 euro, fermi al 2022 e mai erogati per il 2023 e 2024, nonostante fossero stati deliberati.
«Invece di riconoscere il nostro impegno – denuncia l’associazione – Comune e ASP hanno scelto di sequestrare l’Oasi e diffidarci dal proseguire le attività sui randagi». La SAIE ora chiede chiarezza: quale progetto ha il Comune di Favignana per la gestione dei gatti randagi, sia a breve sia a lungo termine?
L’associazione ribadisce che il suo unico obiettivo resta la tutela della salute e del benessere dei gatti, a maggior ragione di quelli randagi, e attende risposte concrete dalle Istituzioni.
















