False le pitture preistoriche “scoperte” a Favignana

TRAPANI – La Soprintendenza ai Beni culturali e ambientali interviene ufficialmente sulla vicenda della presunta “scoperta” di pitture preistoriche nella grotta della Ucciria di Favignana, dopo le notizie diffuse nei giorni scorsi dal geoarcheologo Francesco Torre. “La presenza di tali pitture non ha alcun carattere di novità per questa Soprintendenza, né per i più seri e attendibili studiosi della materia”, precisa la soprintendente Paola  che prosegue: “Già negli anni 2005-2006, con il prezioso contributo dell’Università di Firenze e in particolare del professore Fabio Martini e del dottor Domenico Lo Vetro, le figure in nero dipinte su una parete della grotta, furono giudicate un falso che potrebbe risalire anche ad anni recenti, per quanto non chiaramente definibili come arco cronologico. Tale convinzione si fondava – ricorda Misuraca – sulla circostanza che nessuno degli studiosi e ricercatori del campo avesse fatto menzione di queste figure, cosa ben strana vistoche le stesse non possono passare inosservate a chiunque entri nella grotta”.

La Soprintendenza trapanese decise, in accordo con gli studiosi dell’Università di Firenze, di non segnalare il fatto, ritenuto comunque meritevole di indagini più approfondite sulla base della composizione del pigmento che non può essere diagnosticata con sistemi autoptici. Era anche necessario per esigenze di tutela e salvaguardia del sito, che si trova all’interno di una proprietà, privata ma accessibile a chiunque dotato di buone scarpe, che la “scoperta” fosse tenuta riservata.

“Non si tratta, pertanto, di eccezionali e inedite rivelazioni o di nuove scoperte – conclude la sorpintendente Misuraca – ma di temi e presenze già ben noti che richiedono un cauto, ponderato e scientificamente approfondito approccio, ben lontano da quello che ha caratterizzato l’operato di quanti, in questi ultimi giorni, hanno inteso più o meno estesamente occuparsi pubblicamente della vicenda.

Anche il sindaco di Favignana Lucio Antinoro ha commentato l’accaduto: “È una vicenda squallida, ancor più grave perché si è tentato di speculare politicamente su un argomento sensibile, quello dei beni culturali, su cui tantissimo questa amministrazione ha investito, e che rappresenta uno dei pilastri su cui fondare lo sviluppo delle nostre isole. Anche stavolta la lezione servirà per far capire agli egadini che bisogna distinguere tra i millantatori e le persone serie”.