False assunzioni per ottenere indennità: i Carabinieri sequestrano beni per 1 milione di euro a cinque indagati [AUDIO e VIDEO]

I Carabinieri del Comando Provinciale di Trapani e del Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro – Nucleo Ispettorato del Lavoro di Trapani hanno  dato esecuzione, stamattina, ad un sequestro preventivo di beni nei confronti di cinque persone ritenute responsabili di concorso in truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

Gli investigatori dell’Arma hanno accertato, con il coordinamento della Procura della Repubblica di Marsala, che gli indagati, utilizzando ditte operanti solo “su carta”, avevano fittiziamente assunto 241 persone, per lo più di provenienza nordafricana (che risponderanno di concorso nella truffa), in prossimità della scadenza del permesso di soggiorno, allo scopo di percepire indebitamente le indennità a favore del reddito.

I finti lavoratori, a loro volta, si impegnavano a versare ai titolari delle ditte fittizie la metà del valore delle indennità come, ad esempio, quella per la disoccupazione pur non avendo mai lavorato nemmeno per un giorno.

L’indagine ha preso le mosse dopo che, nel febbraio 2018, i Carabinieri di Petrosino avevano effettuato una perquisizione nell’abitazione di un soggetto, indagato per sostituzione di persona e truffa ai danni di una compagnia telefonica, dove avevano rinvenuto quattro buste paga di cittadini extracomunitari intestate ad una impresa edile riferibile al soggetto in questione.

I successivi approfondimenti, svolti dai Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Trapani, hanno consentito di accertare che la ditta assumeva uomini e donne, per lo più di provenienza nordafricana, in prossimità della data di scadenza del loro permesso di soggiorno. Dai successivi accertamenti, protrattesi per oltre un anno, è emerso un complesso sistema associativo, che vedeva coinvolti altre quattro persone – nella veste di promotori, costitutori ed organizzatori – e 241 beneficiari di prestazioni fittizie.
In particolare sono state individuate imprese edili e una agricola, tutte attive solo “su carta” – cioè prive di sede reale, mezzi e attrezzature – riferibili a tre soggetti del luogo (tra cui l’indagato principale), è stato identificato un Tunisino che reclutava connazionali falsi lavoratori ed è emersa anche la responsabilità di un consulente del lavoro, il cui compito era quello di predisporre false comunicazioni all’INPS per assunzioni e licenziamenti e stipulare contratti fittizi di locazioni di terreni per ottenere l’erogazione di indennità a sostegno del reddito non dovute la metà delle veniva restituita ai titolari delle ditte fittizie, in cambio della regolarizzazione della posizione dei migranti sul territorio nazionale con la stipula di brevi contratti di lavoro.

Per ascoltare l’intervista del nostro direttore al tenente colonnello Pier Luigi Buonomo del Nucleo Ispettorato del Lavoro dei Carabinieri, inserita nella seconda edizione del #trapanisìgierre di oggi, schiaccia PLAY:

Nel periodo che va dal 2012 al 2018 sono state ottenute – secondo la ricostruzione degli inquirenti – prestazioni non dovute da parte dell’INPS per 676.000 euro circa. Per questo motivo il gip presso il Tribunale di Marsala, concordando con le richieste della locale Procura, ha emesso un decreto di sequestro preventivo per equivalente – ai sensi dell’art. 321 c.p.p. – a carico dei cinque indagati, fino a totale copertura delle somme quantificate e ha disposto anche il sequestro preventivo dello studio professionale del consulente del lavoro. GUARDA il VIDEO