Etna, dirottamenti e disagi: Trapani assorbe parte del traffico

La nuova fase di attività dell’Etna torna a mettere sotto pressione il sistema aeroportuale siciliano e coinvolge direttamente anche lo scalo di Trapani Birgi. La sospensione delle partenze e degli arrivi all’aeroporto di Catania, disposta martedì 15 settembre almeno fino alle 14.30 in attesa degli aggiornamenti dell’INGV Osservatorio Etneo e della società di gestione Sac, sta costringendo le compagnie a modificare rapidamente la programmazione.

Le conseguenze si estendono ben oltre lo scalo etneo. Trapani è infatti tra gli aeroporti chiamati ad assorbire parte del traffico deviato da Catania, con ripercussioni sull’organizzazione dei voli, sull’assistenza a terra e soprattutto sugli spostamenti dei passeggeri costretti a cambiare aeroporto e itinerario.

Il quadro più pesante emerge dai dati relativi a lunedì 14 settembre. Secondo le ricostruzioni di ItaliaRimborso, circa 20 mila viaggiatori sono stati interessati da cancellazioni, riprogrammazioni e dirottamenti. Complessivamente sono stati coinvolti 152 voli: 82 sono stati cancellati, dei quali 54 in partenza e 28 in arrivo, mentre altri 70 hanno subito deviazioni o modifiche della programmazione.

Sono stati 53 i collegamenti dirottati verso aeroporti alternativi. Palermo ne ha accolti 30, Comiso 12 e Trapani 10, mentre un altro volo è stato trasferito su Bari. Numeri che rendono Birgi uno degli scali maggiormente coinvolti nella gestione dell’emergenza etnea.

Per i passeggeri il problema non riguarda soltanto il cambio dell’aeroporto. Un volo destinato a Catania che atterra a Trapani comporta infatti un trasferimento terrestre di centinaia di chilometri attraverso la Sicilia. A questo si aggiungono attese, variazioni improvvise dei programmi, cambi di gate e comunicazioni che possono arrivare quando l’itinerario originario è già saltato. La situazione può inoltre cambiare rapidamente in relazione all’evoluzione dell’attività vulcanica.

Ai disagi registrati lunedì 14 settembre si sommano quelli provocati dalle nuove limitazioni di martedì 15 settembre. L’incertezza rende difficile stabilire quante altre rotte potranno essere cancellate, riprogrammate o trasferite anche verso Trapani nelle prossime ore.

Sul fronte dei diritti, l’eruzione vulcanica viene considerata una circostanza eccezionale ai sensi del Regolamento europeo 261/2004 e quindi non determina automaticamente il diritto alla compensazione pecuniaria. Restano però altre forme di tutela.

In caso di cancellazione il passeggero può richiedere il rimborso del biglietto e ha diritto all’assistenza prevista. Per i voli dirottati la compagnia deve inoltre assicurare il completamento del viaggio verso la destinazione prevista. Questo significa che chi avrebbe dovuto raggiungere Catania e viene fatto atterrare a Trapani deve essere messo nelle condizioni di proseguire il trasferimento senza sostenerne personalmente il costo.

Quando la compagnia non garantisce un’assistenza adeguata, ItaliaRimborso ricorda che il viaggiatore può sostenere autonomamente spese ragionevoli e necessarie e successivamente richiederne il rimborso. Diventa quindi essenziale conservare ricevute, documenti di viaggio e comunicazioni ricevute dal vettore.

L’emergenza Etna conferma così il ruolo di Trapani Birgi come scalo alternativo nei momenti di maggiore difficoltà del sistema aeroportuale siciliano, ma porta con sé una pesante ricaduta sui viaggiatori: voli spostati all’ultimo momento, trasferimenti via terra e programmi completamente stravolti.

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