Erice ospiterà il festival “Le vie dei tesori”: tre weekend alla scoperta del borgo medievale [AUDIO]

Sette luoghi, quattro passeggiate e un’esperienza sensoriale Le Vie dei Tesori ha preparato per Erice un’edizione-gioiello: dal Quartiere Spagnolo alle mura elimo puniche, dagli affreschi inattesi all’arte contemporanea, al centro all’avanguardia che studia i terremoti

Erice conserva gelosamente i resti delle sue “cento chiese”: Le Vie dei Tesori – al debutto nei primi tre weekend di ottobre, da sabato prossimo al 17 ottobre – aprirà sette siti straordinari, chiese riconvertite in sale per l’arte contemporanea, torrette fortificate e guarnigioni, per poi scoprire una vera “cittadina della scienza”; senza contare le mura, sempre possenti e presenti.

Schiaccia play e ascolta l’intervista all’assessora del Comune di Erice, Rossella Cosentino, realizzata dalla nostra redazione

Con il supporto del Comune e della Pro Loco, con UniCredit come main sponsor, è stata costruita una prima edizione -gioiello dove ogni sito è stato scelto con cura, e così anche le quattro passeggiate che portano alla scoperta di caratteristiche di Erice; e l’unica esperienza sensoriale, legata al mondo dei wine lovers.

“Il festival apre i luoghi della bellezza, costruisce comunità ma soprattutto è una speranza per i giovani che vogliono restare e scommettere sul futuro in questa nostra isola – sottolinea Laura Anello, presidente della Fondazione Le Vie dei Tesori. Tra i sette luoghi, occhi puntati sugli affreschi inaspettati di Casa Santa Sales; sui particolari gotico-chiaramontani della chiesa del Carmine, chiusa per decenni; sulla collezione della Salerniana e sul Regio presepe minuzioso che ricrea il borgo settecentesco; la roccaforte militare e la torretta intellettuale, fino all’istituto internazionale che studia i terremoti, unico nel suo genere. Tutto sull’onda del nuovo claim de Le Vie dei Tesori, ovvero La bellezza in mostra: una frase che è quasi un passaporto per riappropriarsi del territorio, dei suoi tesori pronti a farsi amare. E che si ritrova nella nuova immagine-simbolo del festival, colorata, pop, veloce e leggera.

Sono sette luoghi, uno profondamente diverso dall’altro, le visite sono organizzate con la collaborazione, oltre che della Pro Loco di Erice, anche di Fondazione Erice Arte, Centro di Cultura Scientifica Ettore Majorana, La Montagna del Signore, Ordine dei Carmelitani, Kleos cooperativa, La Salerniana, Cai (Club Alpino Italiano) di Erice, Gruppo Archeologico Erykinon, La Strada del Vino Erice Doc, Istituto Alberghiero “Ignazio e Vincenzo Florio”, Istituto tecnico “Sciascia e Bufalino” e i laboratori di artigianato artistico ericino.

Si parte da Casa Santa Sales, l’ex ritiro spirituale settecentesco che nasconde al suo interno affreschi sconosciuti; la gotica chiesa del Carmine, parte del complesso dei Carmelitani, con il suo portale del XV secolo e una copia in maiolica dell’Annunciazione di Antonello Gagini. La chiesa di San Pietro, che ospita al momento una mostra temporanea delle opere d’arte della Salerniana: opere di arte contemporanea in stretto colloquio con gli arredi liturgici, gli ex voto, le statuine del presepe settecentesco in cartapesta. Un altro presepe, di certo molto più imponente, è quello di Jaemy Callari e Roberta Fontana che hanno disegnato uno scorcio di vita quotidiana della Erice settecentesca, popolato da personaggi in terracotta e cera, sia statici che in movimento, che riproducono mestieri e tradizioni. Il Quartiere Spagnolo, a dispetto del nome, è una robusta struttura militare arrampicata su uno sperone roccioso da cui domina il Mar Tirreno: non fu mai completata del tutto, mentre la Torretta Pepoli, nata “libera” ed eclettica, divenne un circolo intellettuale attorno al conte Agostino Pepoli. Si chiude con la Rete sismica “Alberto Gabriele”, fondata da Antonino Zichichi nei primi anni ’80 nell’antico Monastero di San Rocco. Qui, grazie ad una rete di sensori, si possono determinare in pochi secondi, l’intensità di un terremoto e il suo epicentro, permettendo un intervento immediato.

Le passeggiate de Le Vie dei Tesori – uno dei progetti più amati dal pubblico, costruite con le associazioni del territorio – a Erice saranno quattro: lungo un sentiero del CAI, detto del “piede del diavolo” si raggiungerà la Torretta Pepoli; seguendo le mura elimo puniche, sembrerà di entrare nel medioevo; si snoderanno, attraverso un percorso di conoscenza storico raccontato da Salvatore Denaro all’interno dei giardini del Balio e dei busti degli uomini illustri ericini. Ed ancora tra scienza e poesia in compagnia di Pietro Pedone, per giungere alla scoperta dei laboratori di artigianato artistico più autentico. Oppure si potrà andare “a lezione” dagli aspiranti sommelier, gli allievi dell’Alberghiero Ignazio e Vincenzo Florio che spiegheranno sentori e retrogusto di cinque nettari proposti della Strada del vino Erice DOC. Da prenotare su www.leviedeitesori.com

Per partecipare a Le Vie dei Tesori basta acquisire il coupon per l’ingresso con visita guidata sul www.leviedeitesori.it o negli infopoint allestiti durante il Festival in ogni città. Un coupon da 18 euro è valido per 10 visite, da 10 euro per 4 visite e da 3 euro è valido per un singolo ingresso. Per le passeggiate è previsto un coupon da 6 euro. Per le esperienze, i coupon sono di valore variabile. Consigliata la prenotazione on line su www.leviedeitesori.com. A chi prenoterà sarà inviata per mail una pagina con un codice QR con giorno/orario di prenotazione da mostrare all’ingresso dei luoghi sul proprio smartphone o stampata. In alternativa, ci si può presentare direttamente all’ingresso dei luoghi mostrando la pagina con il codice QR ricevuta via mail al momento dell’acquisto, ma si entrerà soltanto se ci sono posti disponibili. I coupon non sono personali e possono essere utilizzati da più visitatori, anche simultaneamente e in posti diversi, fino a esaurimento del loro valore. Per chi è sprovvisto del coupon “multiplo” saranno disponibili nei luoghi solo ticket da 3 euro. Le scuole o i gruppi organizzati possono scrivere a [email protected]