Erice, Maltese lancia allarme incendi: «Subito i viali parafuoco nelle aree ancora scoperte»

Preoccupazione per il rischio incendi sulla montagna di Erice. Con una nota inviato all’Azienda Forestale – Distaccamento di Erice e all’Amministrazione comunale, il consigliere comunale Vincenzo Maltese ha chiesto l’immediata realizzazione dei viali parafuoco e degli altri interventi di prevenzione nelle aree che risultano ancora prive delle necessarie opere di protezione.

La richiesta nasce dalle segnalazioni ricevute da escursionisti e frequentatori abituali della montagna, che hanno evidenziato la presenza di diverse zone ancora esposte al rischio di incendi. Tra le aree indicate ci sono l’area di Martogna compresa tra Raganzili e Castellaccio, la zona che da Pizzolungo conduce all’ingresso del Demanio San Matteo e quellacosiddetta dei Runzi, sotto la Torretta Pepoli.

Particolarmente significativa, secondo il consigliere, la situazione di una torretta di avvistamento della Forestale che sarebbe stata fotografata circondata da sterpaglie secche, una condizione ritenuta incompatibile con le esigenze di prevenzione in un periodo caratterizzato da temperature elevate e venti caldi provenienti da sud.

«Nelle mie prerogative di consigliere comunale – afferma Maltese – ho sollecitato l’Azienda Forestale a provvedere quanto prima alla realizzazione dei viali parafuoco, considerato che le temperature hanno già superato i trenta gradi e che le condizioni climatiche aumentano sensibilmente il rischio di propagazione degli incendi».

Analoga richiesta è stata rivolta al Comune di Erice per quanto riguarda le aree di competenza comunale. In particolare, Maltese segnala la necessità di intervenire lungo il percorso che dall’ex hotel Ermione conduce a Rocche Calderaro, nella zona che collega San Nicola al Belvedere e nell’area dei Cappuccini, anch’esse indicate come sprovviste di adeguati viali parafuoco.

L’esponente consiliare sottolinea come il patrimonio boschivo della montagna di Erice, già ridotto rispetto al passato, rappresenti una risorsa ambientale di grande valore che deve essere salvaguardata con ogni mezzo disponibile. «Il Monte, con quel poco di alberi che gli sono rimasti, va protetto», conclude Maltese, richiamando l’attenzione delle istituzioni competenti sulla necessità di intervenire prima dell’inizio della stagione più critica sotto il profilo degli incendi boschivi.

L’appello si inserisce nella più ampia questione della tutela del patrimonio naturale e della prevenzione dei roghi estivi, fenomeno che negli ultimi anni ha causato gravi danni ambientali in diverse aree della provincia di Trapani.

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