Emergenza rifiuti, slitta l’avvio della progettazione del centro di compostaggio di Calatafimi

“La progettazione del centro di compostaggio che dovrà sorgere a Calatafimi potrà avere inizio solo dopo le ferie di agosto mentre è stato, invece, completato l’altro progetto, quello della discarica di Borranea, che cronologicamente aveva la priorità in quanto imposto da procedura di Protezione civile”. Lo rende noto Valentina Palmeri, deputata regionale del Movimento 5 Stelle.

“Lo scorso aprile – ricorda Palmeri – avevo chiesto un cronoprogramma chiaro e preciso alla Srr e all’Assessorato regionale dell’Energia e dei Servizi di pubblica utilità e avevo appreso che sarebbe stato costituito un gruppo unico di progettazione tra Srr Trapani Nord ed SRR Trapani Sud per lo sviluppo del progetto esecutivo, da completare entro l’estate. Oggi ho appreso che, purtroppo, ci sarà uno slittamento, minimo di cinque-sei mesi dei tempi inizialmente ipotizzati secondo i quali il progetto dell’impianto di compostaggio sarebbe stato completato entro agosto. Non si erano infatti messe in conto le modifiche normative intervenute negli anni che rendono il progetto non adeguato e, soprattutto, c’è il problema della assoluta insufficienza di progettisti in grado di ultimare in tempi rapidi la fase esecutiva del progetto. Mi chiedo se la Regione sia informata e monitori queste situazioni e questi ritardi gravissimi, e, soprattutto, se ritiene di doversene fare carico o se intende trovare altre soluzioni”.

“Per quanto riguarda la fase emergenziale – spiega la parlamentare regionale del M5S – la Srr sta lavorando per mettere in funzione il polo tecnologico di Castelvetrano e l’impianto di trattamento dell’organico di contrada Belvedere per sopperire quanto prima alle esigenze di smaltimento di questa tipologia di rifiuti della provincia di Trapani”.

“Gli impianti pubblici vanno sostenuti come priorità per evitare nuove emergenze e garantire i servizi di base ai cittadini – conclude Palmeri – e prevenire eventuali interessi poco trasparenti e poco coerenti con le pianificazioni della Regione o delle Srr, come quelli che abbiamo denunciato e che poi sono venuti fuori solo grazie alle intercettazioni di Paolo Arata. Assistiamo ad un tentativo criminale di ostacolare in tutti i modi l’impiantistica pubblica a favore di impianti che sciaguratamente vengono incentivati come assimilati alle rinnovabili. per accaparrarsi una fetta di mercato”.