Il sindaco di Trapani Giacomo Tranchida ha fatto il punto ieri sera sull’emergenza idrica dopo l’incontro con il vicepresidente della Regione insieme ai sindaci dei comuni associati all’ATI.
Per quanto riguarda il capoluogo, l’acqua è in distribuzione anche oggi nel centro storico dopo la prima erogazione da sfioro avviata ieri. Domani mattina è prevista la distribuzione nell’area nuova della città.
L’emergenza nel territorio provinciale resta comunque grave: il fabbisogno stimato per l’intero ambito supera i 30-35 litri al secondo, a fronte del dimezzamento dell’acqua proveniente dalla diga Garcia.
Tranchida è tornato a denunciare quanto emerso negli ultimi giorni, ovvero che circa 4,5 milioni di metri cubi d’acqua sarebbero stati distribuiti al settore agricolo senza tener conto della necessità di garantire le riserve ai comuni collegati al sistema Montescuro.
Nel lungo incontro svoltosi a Palermo con il vicepresidente della Regione, alla presenza di tutti i sindaci del Trapanese, sono stati chiesti aggiornamenti sulle possibilità di recuperare acqua attraverso gli affluenti del Belice, rilevando come il ramo sinistro porti in diga quantità minime. L’auspicio è che le piogge invernali e il collegamento tra la diga Garcia e il lago Arancio, che dovrebbe trasferire fino a tre milioni di metri cubi d’acqua nelle prossime settimane, possano garantire la tenuta almeno fino a febbraio.
Il sindaco ha anche richiamato l’attenzione sui 200 litri al secondo di acque depurate che il comprensorio di Trapani, Erice e Paceco scarica a mare: «Risorsa preziosa da destinare all’agricoltura se la Regione finanzierà gli interventi necessari».
Sul fronte delle forniture alternative, Tranchida ha sottolineato che il dissalatore di Trapani, partito con tre mesi di ritardo, è ora in funzione ma necessita di più moduli per aumentare la produzione. A tal proposito, chiede che i maggiori costi dell’acqua dissalata siano ripartiti su tutta la Sicilia.
Il sindaco ha infine ribadito che Trapani sta sostenendo un sacrificio per garantire acqua anche agli altri comuni dell’ambito ma che questo impegno potrà continuare solo se la Regione assumerà pienamente le proprie responsabilità nella gestione delle risorse idriche e nella prevenzione di nuovi errori che possano aggravare ulteriormente la crisi.

















